mercoledì 17 Aprile 2024
Home News Giornata contro la violenza alle donne. Ma le vittime sono 32 mila l’anno

Giornata contro la violenza alle donne. Ma le vittime sono 32 mila l’anno

0
Giornata contro la violenza alle donne. Ma le vittime sono 32 mila l’anno

Insultate, picchiate, stolkerate, stuprate, ferite o uccise. In Italia, ogni anno sono oltre 32 mila le donne vittime di atti di violenza da parte degli uomini. Dividete il numero per 365 giorni e il risultato è terribile: 88 ogni giorno, una ogni quarto d’ora. Per la maggior parte, a subire violenza sono donne italiane (80 per cento circa) e, quasi con la stessa percentuale (74 per cento) gli aguzzini sono italiani. Questi i numeri diffusi dalla Polizia di Stato in vista della giornata internazionale che si tiene il 25 novembre contro la violenza sulle donne, dai quali manca il dato relativo alle donne che nonostante gli atti di violenza subiti decidono di non denunciare i loro partner.
Dato che, ed è l’unico, incoraggiante responso l’aumento di consapevolezza e coraggio nello sporgere denuncia, comincia a diminuire grazie forse al codice rosso entrato in vigore nel mese di agosto.

Tra le manifestazioni e le iniziative che si tengono in Italia ci sono anche quelle promosse in tante città dal Coordinamento donne dello Spi Cgil, con mostre, film, presentazione di libri, incontri e approfondimenti che proseguiranno anche anche nei giorni successivi e delle quali vi daremo conto.

I dati diffusi dalla Polizia di Stato disegnano un paese in cui la cultura maschilista è ancora preponderante. Alla fine del 2017, in tutto il paese le strutture di recupero per uomini che maltrattano le donne erano solo 25, pochissime quelle pubbliche. Ma gli effetti visivi della colpevole sottovalutazione del fenomeno sono esposti in una mostra, L’invisibilità non è un superpotere, all’ospedale San Carlo di Milano. Si tratta di racconti, immagini e radiografie delle vittime di abusi di genere che si sono rivolte, o sono state trasportate in condizioni critiche, al pronto soccorso. Dalle radiografie di arti rotti, coltelli conficcati nella schiena e nel costato, la mostra rappresenta ai raggi x un viaggio dentro il dolore di donne offese nel corpo e nella dignità e dentro il cuore di tenebra di uomini ancora intenti, nel linguaggio come nei comportamenti, nella loro insensata opera di padroni, schiavisti e sfruttatori.