È morta Valeria Fedeli. La sua vita dalla parte dei lavoratori, delle donne e delle istituzioni

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Una vita spesa per la difesa dei diritti dei lavoratori e per l’emancipazione femminile. Si è spenta questa mattina Valeria Fedeli, sindacalista, femminista, a lungo dirigente della Cgil e, infine autorevole rappresentate delle istituzioni del paese quando, dal 2013 al 2015 ha ricoperto prima la carica di vicepresidente del Senato e poi, nel 2016 quella di ministra dell’Istruzione durante il governo Gentiloni.

Nata a Treviglio nel 1949, in provincia di Bergamo, Valeria Fedeli ha costruito gran parte della sua carriera nel mondo sindacale. È stata una dirigente di primo piano della Cgil, entrando nella direzione nazionale e affermandosi come una delle voci più ascoltate sui temi del lavoro e dei diritti. La sua carriera di sindacalista comincia a Roma negli anni Ottanta, dove entra a far parte della categoria Cgil dei lavoratori del pubblico impiego. La passione per i temi legati ai diritti delle donne la porterà successivamente a lavorare con grande capacità e profitto, anche in ambito europeo, in una categoria ad alta intensità di manodopera femminile come quella dei tessili (Filtea Cgil), di cui diventerà segretaria generale dal 2000 al 2010. Tra le esperienze sindacali c’è anche il lavoro svolto per la costruzione del sindacato della comunicazione, Slc Cgil, e il ruolo di vicesegretaria generale ricoperto nella Filctem Cgil cui aderiscono lavoratori della chimica, del tessile, dell’energia, delle manifatture.

Nel 2012 Valeria Fedeli estende il suo impegno anche alla politica: si candida alle elezioni nelle fila del Partito democratico e viene eletta senatrice. Dal 2013 al 2015 ricopre il ruolo di vicepresidente del Senato. Nel 2016 diventa ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Sempre in prima fila nelle battaglie femministe, era stata tra le fondatrici del movimento Se non ora, quando?. Era sposata con Achille Passoni, ex senatore ed ex commissario PD in Sardegna.