Cremona, grazie allo Spi Maria Grazia recupera dall’Inps diciottomila euro

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Controllare la pensione conviene sempre. Può dirlo con certezza la signora Maria Grazia (nome di fantasia) originaria di Castelleone, un piccolo comune in provincia di Cremona, che a febbraio scorso ha scoperto di avere diritto a un conguaglio di oltre diciottomila euro sulla sua pensione da parte dell’Inps.

Tutto questo grazie al lavoro congiunto della squadra di volontari e volontarie operatori e operatrici della lega Spi Cgil del paese di origine e della sede provinciale cremonese. Sono stati proprio loro che, sollecitati dall’amministratore di sostegno che tutela la signora, hanno effettuato un controllo sulla pensione percepita e verificato alcune mancanze: nel caso specifico a Maria Grazia, che percepiva già l’importo previsto per una invalidità civile al cento per cento, non era mai stata versata, pur se spettante, la maggiorazione sociale. Ecco, questo è un diritto – cosiddetto “inespresso” – che viene riconosciuto dall’ente previdenziale soltanto a fronte di una esplicita domanda. Grazie, dunque, alla documentazione messa a punto dagli operatori Spi l’importo dell’assegno pensionistico della cinquantaquattrenne è passato dai circa 400 euro a oltre 700 euro, con l’aggiunta del recupero degli arretrati a partire dal 1° marzo 2019. Così, il riconoscimento complessivo ha superato i diciottomila euro.

«Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a recuperare questa somma a favore della signora – raccontano dallo Spi di Cremona – è un lavoro corale e collettivo di una squadra ben radicata nel territorio, con quindici leghe nella provincia di Cremona e tante “permanenze”. Le “permanenze” o “recapiti” sono gli sportelli che volontarie e volontari Spi in tutta Italia organizzano, ad esempio, nei locali del comune, dei patronati ecc. per ricevere pensionati e pensionate e sbrigare pratiche come il controllo della pensione. Cerchiamo di arrivare davvero a tutti». Nello stesso territorio a marzo, ma questa volta nel comune di Paderno Ponchielli, grazie al lavoro della lega Spi di Casalbuttano una signora, vedova con pensione di reversibilità e ancora lavoratrice, si è vista riaccreditate le cosiddette “trattenute per incumulabilità” ingiustamente non riscosse per colpa di un calcolo “ballerino” da parte dell’Inps dal 2021. Ha recuperato circa dodici mila euro di arretrati. L’assegno di reversibilità è quindi passato da circa trecento euro lordi a oltre seicento. Non è un caso dunque che, nella provincia di Cremona, dal 2017 a oggi, grazie, e non solo, alla campagna sui diritti inespressi e al controllo sulle pensioni di invalidità e di reversibilità, siano stati recuperati ben un milione e duecento trentaseimila euro a favore di pensionate e pensionati.

Accade spesso che non tutti coloro che percepiscono pensioni Inps sappiano di poter vantare un diritto all’integrazione di somme di denaro ‘sospese’ sull’assegno pensionistico erogato dall’ente previdenziale. La richiesta di erogazione va presentata con domanda e documentazione e se tale richiesta non giunge all’Inps, in pratica il diritto del pensionato viene ignorato. Gli importi si possono chiedere in qualsiasi momento e la prescrizione del diritto è quinquennale: è quindi possibile recuperare eventuali somme spettanti e mai percepite fino ai cinque anni precedenti. Proprio quello che è accaduto ai due casi di Cremona che abbiamo raccontato.