Contro l’Autonomia differenziata e per la sanità pubblica. Sit-in dello Spi Cgil a Palermo

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Lo Spi Cgil della Sicilia organizza un sit-in nel quartiere Danisinni (Palermo) contro l’autonomia differenziata che minaccia la salute delle donne e per chiedere la riapertura di un consultorio chiuso nel 2007 per mancanza di personale e mai più riaperto al pubblico

La voce delle donne dello Spi Cgil contro l’autonomia differenziata e a favore della sanità pubblica si è fatta sentire a Palermo, lo scorso 24 ottobre, con un sit-in organizzato dal sindacato dei pensionati della Cgil siciliana e dal coordinamento delle donne. Teatro dell’iniziativa, cui ha partecipato Claudia Carlino, della segreteria nazionale Spi Cgil – oltre a Concetta Raia, responsabile del coordinamento regionale donne, esponenti della segreteria regionale, dei comprensori siciliani, della camera di lavoro Palermo, delle associazioni che operano nel quartiere, della parrocchia e di Daniela Dioguardi dell’Unione donne italiane – è lo storico quartiere Danisinni. Si tratta di un rione con seri problemi di degrado e microcriminalità, in cui è in corso uno straordinario esperimento di rigenerazione urbana attraverso la street art, promosso dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo.

Non troppo distante in linea d’aria dal Palazzo Reale, sede dell’assemblea regionale, Danisinni è un luogo periferico, non dal punto di vista geografico, ma per il diffuso disagio sociale e la mancanza di servizi pubblici. «Da molti anni, il sindacato denuncia il danno prodotto dalla chiusura, nel 2007, dell’unico consultorio. Era un fondamentale presidio sanitario per le donne e le famiglie del quartiere, – spiega Concetta Balistrieri, segretaria regionale dello Spi Cgil siciliano –, e ha lasciato un vuoto nell’offerta di servizi sociosanitari. Quest’anno l’edificio, in cui era ubicato, è stato ristrutturato ed è stato riaperto l’asilo nido, ma le stanze del consultorio sono ancora vuote e abbandonate. A Danisinni i problemi sono tanti, e non solo economici – continua la sindacalista –. L’incidenza delle mamme bambine è la tra le più alte in Italia. Il consultorio fu un’esperienza positiva di collaborazione tra i servizi sociali e le donne qui residenti. Tanto più che se in altre regioni gli screening e la prevenzione sono stati estesi alle donne fino ai settantacinque anni di età, in Sicilia, l’asticella è rimasta ferma ai sessantotto anni».

Claudia Carlino, Spi Cgil: la prevenzione non può avere limiti d’età

«Abbiamo pensato che Danisinni, un quartiere abbandonato dalle istituzioni, fosse un simbolo della mancanza dello Stato – afferma Claudia Carlino, della segreteria nazionale dello Spi Cgil –. Tutti i dati mostrano che l’autonomia differenziata porterà maggiore diseguaglianza nel nostro paese. E noi vogliamo che l’accesso alle cure e alla prevenzione sia garantito a tutti e resti un diritto universale e non un privilegio per pochi. I cambiamenti demografici e l’allungamento della vita media rendono i consultori dei servizi di prossimità sempre più necessari. La prevenzione non può avere alcun limite di età, le donne vivono di più e sono più soggette alle malattie croniche e gli screening oncologici devono essere garantiti a qualunque età. Difendere e potenziare i consultori con personale adeguato e nuove e adeguate attrezzature sanitarie avvicina la sanità alle persone. Chiediamo quindi che il governo regionale innalzi a settantacinque anni lo screening oncologico per le donne e per gli uomini e che i consultori siano aperti anche alle famiglie e a tutte le donne senza limite d’età». «Per noi essere stati in piazza a Danisinni – prosegue Claudia Carlino – ha significato stringere un patto sociale con gli abitanti del quartiere, è stato un modo per dire che lo Spi Cgil continuerà a essere lì e a collaborare con le associazioni. soprattutto a confrontarsi con le istituzioni regionali e comunali finché capiranno che è necessario investire nei servizi sociali. Tagliando i consultori si fa un danno non solo a chi ne usufruisce, ma all’intera comunità».

Rigenerazione urbana attraverso l’arte

Esiste anche un altro volto di Danisinni, ed è quello del progetto “Rambla Papireto” di rigenerazione urbana in chiave artistica, ideato da due docenti dell’Accademia delle belle arti di Palermo, Valentina Console e Enzo Patti. «Tutto è iniziato, nel 2015, con un piccolo finanziamento, una raccolta fondi via web e un terreno e messo a disposizione da Angela La Ciura, docente dell’Accademia. Pian piano, con la collaborazione degli studenti e dei docenti dell’Academia, le vie e le piazze del quartiere sono diventate una galleria a cielo aperto di murales. Poi, è stato realizzato anche il Museo sociale – racconta Rossella Puccio, l’attuale direttrice artistica del Museo –. Oggi esponiamo una collezione di duecento opere tra installazioni, stampe, fotografie, incisioni, calligrammi, poesie visive provenienti da artisti di tutto il mondo, molte delle quali sono sui temi dell’identità e i diritti delle donne».