Le polemiche sull’oltraggio degli Ultras della Lazio alla memoria di Anna Frank non si fermano. Anche lo Spi Cgil è sceso in campo per prendere fermamente posizione contro l’episodio di antisemitismo. Ecco la nota diramata dal Progetto Memoria dello Spi Cgil nazionale.

Nel Novembre del 2012 lo Spi Cgil ha organizzato il “Treno per non dimenticare” che ha portato oltre cinquecento persone, giovani e anziani, a visitare i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, in Polonia. Le testimonianze di coloro che su quel convoglio hanno viaggiato, sono state di una straordinaria e indimenticabile esperienza, e ci hanno insegnato a tenere sempre viva la memoria. Questo viaggio ci ha reso tutti più forti, giovani e anziani, abbiamo capito quanto è importante avere un progetto comune di lavoro sulla strada maestra  di difendere la democrazia e come la memoria deve rappresentare un valore insostituibile, perché senza la sua “autenticità” non si possono affrontare le ingiustizie sociali di questa delicata stagione, ed è difficile costruire un futuro più giusto.

Partendo da questa esperienza lo Spi valuta la provocazione che ha subito Anna Frank un episodio inaccettabile che non si può minimizzare. Condividiamo le parole di grande rigore morale pronunciate dal Capo dello Stato che ha definito questa tragica provocazione “un fatto disumano”, allarmante per il nostro Paese. Quando nel 1942 Anna Frank si nascose con la sua famiglia nel retro dell’appartamento di Prinsengracht, ad Amsterdam, prima di essere arrestata dalla Gestapo e uccisa dai nazisti sul campo di sterminio di Sergen-Delsen, aveva tredici anni. Sono fenomeni  inquietanti che vengono da lontano, ma negli ultimi tempi stanno crescendo pericolosamente, che alimentano ogni forma di violenza parlata e   fisica, la xenofobia, le discriminazioni a sfondo raziale, la propaganda costante con manifesti che offendono le regole democratiche in tante città del nostro Paese, che minano il profilo di convivenza civile di molti quartieri. La fantasia nera che ha utilizzato l’immagine di Anna Frank, una bambina di tredici anni, dove la violenza nazista ha interrotto i suoi sogni, le proprie speranze di vivere la vita nel momento più delicato ma importante dell’adolescenza, dove ogni ragazza sogna di diventare donna e poi madre, è un segno di insulto  e di minaccia, oltre che disumano. Quando si legge e si rilegge il “Diario di Anna Frank”, che deve tornare nelle mani dei giovani, ci si rende conto che le parole  che compaiono nel suo racconto, certo doloroso, raccolgono un sentimento profondo di vivere la vita, che ha fatto breccia in tanti cuori non perché era ebrea, ma perché guardava il mondo in un modo straordinariamente umano.

Lo Spi Cgil esprime tutto il dissenso politico, civile e culturale contro la nefandezza di queste provocazioni, frutto di una ignoranza grassa; questo fatto per tutti noi deve essere uno stimolo di riflessione, contro le volgarità delle destre antiche e nuove, deve servire a lavorare con più determinazione sulla memoria, testimoniando con le nostre azioni il ricordo permanente della Shoah; una parola per non far dimenticare, soprattutto ai giovani, l’orrore che contiene una verità storica realmente accaduta a milioni di persone innocenti, uomini, donne, bambini e anziani che come Anna Frank, avevano un volto e un nome; è un impegno morale per tenere sempre viva la memoria della più grande tragedia della storia umana del Novecento.

p/ il Progetto Memoria Gabriele Cioncolini