Premi ai vincitori per i migliori racconti e i migliori cortometraggi, ospiti prestigiosi, incontri e dibattiti hanno segnato la 28esima edizione della festa nazionale di LiberEtà che si è svolta a Spoleto il 24 e 25 settembre.
La manifestazione, promossa dalla rivista LiberEtà e dal Sindacato pensionati Cgil, aveva per titolo “Rompiamo le bolle”, invito a uscire dall’isolamento, a ricucire legami, a immaginare nuove forme di dialogo e solidarietà in un’epoca segnata da solitudini digitali e fratture sociali.
Nella suggestiva cornice dello storico teatro Nuovo G. C. Menotti, la prima giornata, presentata da Neri Marcorè, è stata dedicata alla premiazione dei vincitori della 27esima edizione del Premio LiberEtà, della VI edizione del Premio Guido Rossa, entrambi dedicati a storie, diari e racconti sul lavoro e sull’impegno sociale, e ai vincitori del concorso per cortometraggi “Spi Stories” giunto alla alla XIII edizione. Dinanzi a un ospite d’eccezione, lo scrittore Maurizio De Giovanni, autore di personaggi come il Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone diventati anche serie di grande successo televisivo, il premio letterario LiberEtà è andato quest’anno a Oriano Campini con “Il sapore di armellina”, racconto sul trauma dell’emigrazione degli italiani negli anni Cinquanta, visto e in parte narrato da due bambini costretti a subire il dolore della separazione dal proprio compagno di banco in un’ala scuola elementare. Secondi a pari merito si sono classificati Sergio Verdecchia e Michela Zennaro con “Il regno della cava” e “L’ultimo dono”.
Luca Lezziero si è aggiudicato invece il premio Guido Rossa con il racconto “La scelta”, storia sulle differenze di classe che segnarono anche tra impiegati e operati il decennio industriale nel Nord Italia degli anni Settanta.
Il premio per il miglior cortometraggio è andato infine a Roberto Valencia, giovane regista ecuadoriano autore del delicato film di animazione “Lo strano caso dell’uomo cannone”, che affronta il tema delle migrazioni globali. Al secondo posto, ex aequo, si sono qualificati Shakila Moezi (Iran) con il corto “The little Stranger” di Shakila Moezi (Iran) e Mahmood Pouyandeh (Iran) con il corto “StratoSphere” (clicca qui per scoprire il contenuto di tutti e tre i cortometraggi).










