I pensionati Cgil accanto agli sfollati di Genova

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Non è facile la vita tra gli sfollati di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. I pensionati della Cgil si sono attivati subito per offrire assistenza, vicinanza e solidarietà. Ma anche aiuti concreti e supporto logistico. Gli sfollati iscritti allo Spi sono circa 200 e fanno riferimento a due diverse leghe, quella del centro ovest e quella della Val Polcevera. Il crollo del ponte gli ha reso praticamente impossibile raggiungere la sede del sindacato che per molti rappresenta un punto di riferimento fondamentale sul territorio. In tanti stanno attraversando momenti di difficoltà, di stress psicologico ed emotivo, lontani dalle proprie abitazioni, dai propri beni, materiali e affettivi. Il trauma non è facile da superare. La condizione di precarietà nemmeno.

La situazione è difficile per tutti. “Le persone sono scorate, alcune disperate. In molti vorrebbero riprendere le cose dalle proprie case”, ci dice Paolo Rapallino, responsabile della lega  Spi centro ovest.

“Tanti iscritti allo Spi sono residenti delle case sfollate e alcuni stanno soffrendo molto la situazione ma stanno lì sul campo, non vanno via. E diventano dei riferimenti per gli altri. Stiamo parlando di pensionate e pensionati piuttosto avanti con gli anni”, ci spiega Rapallino, ricordandoci come Genova sia una delle città più vecchie non d’Italia ma persino d’Europa.

I volontari dello Spi cercano dunque di aiutare le persone in difficoltà, messe a dura prova anche dal difficile collegamento tra le due parti della città. I problemi di viabilità infatti ora sono tantissimi. “Per questo”, ci racconta il segretario generale dello Spi Cgil di Genova Antonio Perziano, “noi dello Spi cerchiamo di aiutare le persone anche a svolgere le pratiche. Visto che non si possono spostare gli sfollati, ci muoviamo noi per loro e andiamo da una parte all’altra della città”.

“Attualmente”, prosegue Perziano, “il problema principale è la sistemazione delle persone. Noi però possiamo offrire vicinanza e solidarietà, aiutiamo come possiamo. Gli avvoltoi si sono già palesati. Avvocati e faccendieri di dubbia reputazione che offrono agli sfollati assistenza legale promettendo loro risarcimenti stellari. Noi vogliamo invece aiutare i cittadini, soprattutto i più anziani, ad avere corrette informazioni e a difendersi da eventuali truffe”.

Ora si sta allestendo nel quartiere un centro informativo e lo Spi fornirà risorse varie, dai computer al materiale di cancelleria. Il lavoro da fare è tanto e per la città di Genova si pongono seri problemi di ripresa economica e sociale. Ma si comincia a piccoli passi. Con tanta solidarietà. “Non dobbiamo dimenticare gli sfollati – ha detto il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti dalla sua bacheca facebook, ringraziando tutti i volontari e gli attivisti dello Spi che stanno lavorando sul campo – ma fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per aiutarli a superare questo momento di profonda difficoltà. Il Sindacato è questo”.