L’immigrazione è uno dei temi caldi delle prossime elezioni. Per sapere come stanno veramente le cose siamo andati all’Inps. Ed ecco cosa abbiamo scoperto…

Le previsioni dicono che la popolazione mondiale supererà i nove miliardi di persone entro la metà del secolo per poi stabilizzarsi nella seconda metà. Nel 2050 oltre metà della popolazione mondiale sarà concentrata in Asia, mentre l’Africa raddoppierà la sua quota fino a raggiungere il 20 per cento. L’Europa, che attualmente ha una popolazione di poco superiore a 500 milioni, oscillerà tra i 460 e i 550 milioni di persone, a seconda dei flussi migratori e della voglia di fare figli.

La natalità va scendendo ovunque ma gli squilibri tra le diverse aree geografiche non sono mai stati così profondi. Bisognerebbe quindi intensificare il controllo delle nascite nei paesi poveri e incentivare la fecondità in quelli avanzati, la cui popolazione tende a diminuire e invecchiare in maniera preoccupante. Ma se promuovere il declino demografico appare relativamente semplice, assai più arduo è agire per contrastarlo e invertirlo là dove si è consolidato e avanza». E qui entriamo in un terreno molto complesso e politicamente “sensibile”.

Uno studioso come Maurizio Zenezini, docente di scienze economiche e aziendali all’università di Trieste, scrive ad esempio che «è vano immaginare di poter contrastare la tendenza all’invecchiamento con politiche pro fertilità o pro immigrazione (che, entro certi limiti, possono certamente avere altre giustificazioni)». «è vano immaginare di poter contrastare la tendenza all’invecchiamento con politiche pro fertilità o pro immigrazione (che, entro certi limiti, possono certamente avere altre giustificazioni)».

Questo è un estratto dell’articolo di Carlo Gnetti che puoi trovare sul nostro mensile. Puoi leggere l’approfondimento per intero abbonandoti al nostro mensile. Costa solo 1 euro al mese! Clicca qui per diventare nostro abbonato.