Sono sempre sulla bocca di tutti. Ma ancora in troppi non sanno bene cosa siano. Bruciano record su record (così ci dicono) e un singolo bitcoin è arrivato a valere oltre 15.000 dollari, con continue altalene in borsa tra picchi e crolli vertiginosi. Cose da smanettoni del computer, comunque, o di spericolati agenti di borsa che scommettono sul futuro di questo mezzo di pagamento elettronico.

In realtà i bitcoin sono solo una delle centinaia di monete digitali (le cosiddette criptovalute) esistenti, anche se è stata la prima a essere sviluppata ed è la più diffusa. Altre monete digitali in giro per la rete sono ethereum, ripple o litecoin, ma non hanno avuto la stessa fortuna.

Le criptovalute sono monete digitali basate sulla crittografia, un sistema che usa algoritmi matematici per cambiare e nascondere messaggi e codici informatici per proteggerli. Gli utenti le conservano in portafogli virtuali e le usano per fare pagamenti verso negozi o società che li accettano, per trasferire denaro ad altri utenti o le conservano come investimenti.

Questa è un’anteprima dell’approfondimento sui bitcoin. Puoi continuare a leggerlo sul numero di LiberEtà di marzo. Per riceverlo a casa, chiamaci allo
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