Da fb alla banca della memoria. Le raccoglitrici di storie locali

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«Siamo cinque pensionate di Fiesole e ci siamo ritrovate dopo una vita trascorsa troppo velocemente: eravamo compagne di banco, di scuola, giocavamo insieme e abitavamo nello stesso quartiere. Avendo un po’ di tempo in più per noi abbiamo deciso di dedicarci a qualcosa di piacevole».

L’iniziativa, che nella cittadina toscana, in provincia di Firenze, sta coinvolgendo tante persone di ogni età, porta i nomi di Mara Bonciani, Maria Grazia Bartolozzi, Marzia Martongelli, Patrizia Bacci, Sira Gigli. Sono loro ad aver fondato la locale Banca della Memoria. «L’idea – raccontano – ci è venuta tre anni fa dopo aver curato un libro nato quasi per caso dai contenuti dalla pagina facebook “Sei di Fiesole se”. Su quella pagina ci siamo così ritrovate in un gruppo di circa 400 persone iscritte, oggi quadruplicate. Subito si è creata una sintonia e un interesse particolari per la storia popolare del nostro paese. Interessi talmente fecondi che dopo un anno avevamo messo assieme, tra racconti e immagini molto materiale. Nel gruppo facebook partecipavano persone di tutte le età: la più anziana era Gabriella, 80 anni circa, una memoria eccezionale e un figlio, Andrea, scrittore; due fotografi d’eccezione e alcune, come noi, curiose e in cerca di spunti. Lo scrittore ci aveva dato scherzosamente anche dei soprannomi: la scintilla, la zanzara, lo stambecco del Pratapini, il grande gufo e il gufetto…».

Un’atmosfera stimolante, con ogni iscritto al gruppo facebook disposto a mettere le proprie abilità a disposizione di tutti. Ma si trattava pur sempre di una pagina web. Per chi preferisce la concretezza del reale agli indirizzi internet, il timore che il tutto potesse essere perduto era forte.

«Così – raccontano le nostre protagoniste – abbiamo pensato a riunire tutto in un libretto senza tante pretese: era un esperimento che non avevamo mai fatto».

Inaspettatamente, col tempo il libretto è aumentato di volume perché molti fiesolani hanno portato notizie e materiale: ricordi, lettere, immagini eccetera.

Alla termine della raccolta quel lavoro corale è diventato il libro dei fiesolani, titolo: Fiesole Immagini e storie di vite. Sei di Fiesole se, di Lucia Pugliese, Editore Il Pozzo di Micene. Ma per garantirne la stampa tanti cittadini hanno prima anticipato l’acquisto delle copie e poi hanno partecipato in massa alla presentazione del loro libro.

«Così abbiamo capito – ricordano le nostre pensionate – che il filone della memoria popolare, della nostra storia, interessava moltissimo e abbiamo deciso di continuare questa attività fondando la Banca della Memoria presso lo Spi Cgil della città.

Nel 2016 hanno realizzato un secondo libro, Cronache di Borgunto anni 1920-1930, riordinando una serie di racconti scritti da un fiesolano, Giuliano Landi, deceduto nel 2002, ma rimasti tra le carte in casa sua.

Scritti e che forse sarebbero andati persi. Scritti semplici ma importanti che descrivono il quartiere, la vita popolare che si svolgeva in quegli anni: i barrocciai, gli scalpellini che estraevano e lavoravano la pietra serena della quale sono ricche le vicine cave di Montececeri e che hanno arricchito con le loro opere i palazzi e le chiese più belle di Firenze. Eppoi lo spirito antifascista di questi artigiani, il duro lavoro nella cava, la miseria, la dignità di questa gente umile e onesta; il tempo libero, gli scherzi, i bar, i negozi di allora, le processioni e le cerimonie religiose. Uno spaccato si storia locale riprendeva vita.

«Questo libro – precisano Mara, Maria Grazia, Marzia, Patrizia e Sira – è nato come progetto Banca della Memoria Spi Cgil, tanto che la lega Spi Cgil di Fiesole e lo Spi Cgil Provinciale si sono fatti carico della stampa. Avendolo fatto stampare da un tipografo privato abbiamo potuto realizzarlo come volevamo, scegliendo il tipo di carta, il formato e le illustrazioni più adatte sia per i racconti sia per la copertina. Abbiamo fatto una sola presentazione, nell’ottobre 2016 e molti fiesolani lo hanno voluto nella loro libreria di casa».

Sempre nello stesso anno, dal 29 ottobre al 2 novembre, sull’onda del successo del libro le nostre protagoniste hanno promosso quattro giorni di iniziative sulla prima guerra mondiale: dalla presentazione di libri a conferenze di storici, a serate di lettura di documenti originali – cartoline di giovani soldati, molti dei quali mai tornati, che dalle zone di guerra salutavano familiari, amici, l’amata – raccolti nelle case fiesolane .

Durante la manifestazione è stata allestita una mostra di documenti e oggetti originali custoditi gelosamente nelle case private, alcuni dei quali messi a disposizione dall’archivio storico del Comune di Fiesole, che ha patrocinato l’iniziativa e offerto la sala.

Anche questo evento ha avuto successo. «Adesso – dicono soddisfatte – siamo conosciute per la nostra attività di raccoglitrici di memorie. Così, all’inizio del 2017 siamo state contattate dal figlio di Alcedo Falli che ci ha messo a disposizione tutta la documentazione della Pasticceria Alcedo, perché la storia del padre e della bottega artigianale da lui fondata si intrecciano con la storia di Fiesole».

Durante l’occupazione tedesca il forno-pasticceria riforniva di nascosto i partigiani di pane e farina; le armi destinate a loro sul Monte Giovi erano nascoste nel fastellaio insieme alle fascine che servivano ad alimentare il forno.

Poi, con l’avvento degli americani, Alcedo si trovò quasi per caso a fare il pasticcere a Villa Salviati, sede del comando della Quinta Armata Usa. Fu preso subito a benvolere dallo stesso generale Mark Clark che lo volle al suo seguito per quattordici mesi, fino alla fine della guerra.

Rimase l’amicizia tra i due per tutta la vita. Si rividero diverse volte, quando il generale arrivava per le cerimonie in ricordo dei soldati americani caduti.

«Raccolta tutta la documentazione – continuano le cinque attiviste dello Spi Cgil – comprese le ricette famose della pasticceria, il 26 novembre 2017 abbiamo presentato il progetto. Sono accorsi in molti attirati anche dallo spettacolo che abbiamo organizzato per arricchire la serata: Fabrizio Falli, nipote di Alcedo, tenore del coro del Maggio Musicale Fiorentino, accompagnato dalla moglie, il maestro Maria Teresa Aggio, ha presentato un repertorio di canzoni degli anni Trenta. La serata è stata “addolcita” con un rinfresco a base di dolci offerti da pasticceri ed ex pasticceri di “Alcedo” che hanno dato il meglio di sé! Alla serata hanno partecipato molte persone: alcune hanno portato materiali e ricordi da aggiungere al libro, dimostrando di condividere il progetto che ora stiamo realizzando. Insieme abbiamo scelto anche il titolo, Alcedo, il Pasticcere di Fiesole che con la sua arte divenne amico del Generale Clark della Quinta Armata».