Non tutte le regioni d’Italia hanno una legge sulla non autosufficienza. Ne manca una a livello nazionale, tanto per cominciare. Ma sul territorio qualcosa inizia a muoversi, anche grazie all’impegno e alle sollecitazioni dei sindacati dei pensionati. Come in Molise, dove ne è stata appena approvata una. Una legge importante.

Quasi quattro anni fa lo Spi Cgil insieme agli altri sindacati dei pensionati si fece promotore di una legge di iniziativa popolare sulla non autosufficienza per dare delle risposte concrete alle tantissime famiglie che si trovano alle prese con figli disabili o parenti malati, senza aiuti né sostegni. In Molise ci sono poche strutture residenziali, la maggioranza delle quali privata, quindi dai costi molto alti. Dopo vari tira e molla con il Consiglio Regionale finalmente si è giunti all’approvazione della legge, anche se non nella formulazione inizialmente prevista dai sindacati.

Innanzitutto minori sono le risorse previste. Ma, nonostante tutto, come ci spiega il segretario generale dello Spi Cgil di Abruzzo e Molise Antonio Iovito, “questa è una buona legge. Avevamo chiesto molte più risorse. Invece la Regione ha stanziato 500mila euro. E si è impegnata a finanziarla entro la fine dell’anno. Un contributo minimo ma comunque importante. E in ogni caso la legge è un risultato importante. Si può senz’altro migliorare. Ma ci sono le cose essenziali”.

La legge prevede interventi alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie, attraverso forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale. Prevede anche l’elaborazione di piani assistenziali individuali che considerino le prestazioni erogate dai servizi sociali e sanitari di cui i soggetti non autosufficienti hanno bisogno. La legge istituisce inoltre la possibilità di avvalersi di assistenza domiciliare attraverso voucher per l’acquisto di servizio socio-assistenziali presso gli organismi accreditati. E ancora, contributi per il riconoscimento del lavoro di cura del familiare-caregiver, i servizi di sollievo alla famiglia, i contributi per l’acquisto di ausili e presidi sanitari, nonché di tecnologie per l’assistenza e l’autonomia. Infine, si prevedono fondi anche per gli interventi di tele-soccorso e tele-assistenza, per i progetti rivolti in particolare ai minori con gravi disabilità e, infine, per il trasporto dei disabili.

Ora però si tratta di finanziarla effettivamente. Si perché l’istituzione del fondo, per il momento, non prevede risorse né ci sono oneri per l’esercizio finanziario in corso. Ma il governo regionale dovrebbe impegnarsi entro la fine di quest’anno. Altrimenti le 2mila famiglie molisane con persone non autosufficienti non riceveranno nemmeno un piccolo sussidio. “Ci auguriamo non ci siano rinvii – spiega Iovito. Chiediamo a gran voce che vengano subito stanziate delle risorse in questa legge finanziaria. La legge c’è. La Giunta ora deve mantenere gli impegni”.