Veneto. Invecchiare meglio si può. Arriva il piano triennale

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invecchiamento attivo Veneto

Ecco una buona notizia che arriva dal Veneto. La Regione ha stanziato un milione di euro per l’invecchiamento attivo, rendendo finalmente operativa la legge approvata lo scorso anno. Si tratta di un piano triennale a cui hanno contribuito anche i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.

Il piano dà attuazione a una legge molto importante in cui per la prima volta viene adottato un approccio trasversale, multidisciplinare e partecipativo nella creazione di un progetto che, prendendo atto del trend demografico, interviene con politiche concrete per favorire la salute, il benessere, l’autonomia e la vita sociale della popolazione adulta e anziana.

Ma cosa prevede il piano? Innanzitutto un’azione su salute e vita in autonomia, quindi prevenzione. Ma c’è anche la valorizzazione del patrimonio di conoscenze ed esperienze dei lavoratori adulti anziani. E poi ci sono le attività di utilità sociali e il volontariato. Anche su questo fronte il piano triennale prevede specifiche linee di intervento. E poi ci sono tutte le azioni finalizzate all’arricchimento culturale degli anziani: mostre, attività culturali, musei, partecipazione ad attività turistiche finalizzate a incrementare la partecipazione di chi è avanti con gli anni ai luoghi in cui si fa cultura e e in cui si cura e si tutela il paesaggio.

Rosanna Bettella dello Spi Cgil Veneto dice che “il piano triennale è veramente importante. L’invecchiamento attivo ci accompagna per tutta la vita. Ogni fase della vita va stimolata in modo corretto affinché l’anziano sia poi stimolato all’interno della comunità”.

In Veneto gli over 60 superano il milione e nel 2060 il numero di anziani aumenterà del 50%. Non solo: 1/3 delle famiglie venete è composto da una sola persona, e metà di queste sono anziani over 64 anni, in prevalenza donne.

I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil sono stati protagonisti dell’elaborazione della legge e hanno attivamente partecipato anche alla Consulta regionale che ha redatto il Piano triennale appena approvato, insieme alle associazioni di volontariato Auser, Anteas e Ada. Accolgono quindi positivamente l’approvazione del piano ma tenendo fermi alcuni punti, in primis la necessità di vigilare sulla concreta approvazione delle misure adottate. 

Inizierà ora infatti la vera e propria fase operativa con i bandi che la Regione aprirà, per non disperdere quel patrimonio di condivisione che ha caratterizzato positivamente l’iter iniziale della legge.

In particolare i sindacati vogliono vigilare sulle risorse che andranno incrementate e rese strutturali. “Un milione di euro è un buon avvio – si legge nel comunicato stampa unitario di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil – ma alla fine a ciascun territorio non arriva molto”. Bisogna poi favorire la partecipazione di più soggetti ai bandi, per evitare che le risorse vengano destinate a poche realtà.  “Noi vorremmo sempre che i progetti fossero in rete per non lasciare fuori associazioni e territori diversi”, dice Bettella.
E poi bisogna mantenere e rafforzare il bagaglio consolidato di esperienze già realizzate che possono essere replicate. Infine, la trasparenza, perché  è importante sapere dove vanno a finire le risorse impiegate.