Il flop della quarta dose. L’appello del ministro Speranza

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Poco più di una persona su dieci della platea individuata dal governo ha fatto il richiamo per il secondo booster per il covid. La preoccupazione del ministro che si rivolge direttamente ai lettori di LiberEtà e, attraverso di loro, agli anziani e ai più fragili. “Non siamo ancora fuori dalla pandemia, i numeri ci segnalano che la mortalità è ancora alta tra le persone di età avanzata”.

L’appello è di quelli accorati: “La mortalità che ancora abbiamo in queste settimane è connessa a persone di età molto avanzata quindi far fare il secondo booster agli over 80 può significare salvare loro la vita”, dice il ministro della salute, Roberto Speranza.

Stando ai dati, l’andamento delle somministrazioni della quarta dose o – se vogliamo – del “secondo booster” non sta procedendo nel migliore dei modi, e allora il ministro chiede anche al nostro giornale di divulgare il suo messaggio. “Abbiamo ancora una situazione da monitorare e faccio appello a tutti gli iscritti allo Spi, a tutti i lettori di LiberEtà, alle persone più anziane e più fragili, di fare il richiamo vaccinale appena possibile. La quarta dose, il secondo booster, è veramente importante”.

Il monitoraggio quotidiano del ministero non sta dando risultati incoraggianti. Secondo i dati, aggiornati al 18 maggio, su una platea di 4.422.597 persone, a fare effettivamente il richiamo sono stati in appena 509mila, e cioè l’11,52 per cento. Ricordiamolo, la quarta dose è raccomandata ai fragili tra i 60 e i 79 anni, agli over 80, agli ospiti delle Rsa, oltre agli immunodepressi.

È proprio tra queste categorie che il virus sta facendo ancora male, da qui l’appello di Speranza.
Va anche detto che non tutte le regioni hanno reagito allo stesso modo.

Hanno risposto meglio alla nuova campagna contro il covid il Piemonte (24,75 per cento), l’Emilia Romagna (20,92%), la Liguria (16,13), il Lazio (15,93), la Lombardia (13,46) e la Toscana (10,43). Mentre in altre regioni non è praticamente partita: Calabria, Sicilia, Basilicata, Umbria, Sardegna e Puglia sono tutte sotto il 5 per cento.

La ripresa del virus in autunno non è da escludere, e logica vorrebbe che si sfruttassero i mesi estivi, e cioè quando il virus morde meno, per evitare il peggio in inverno e scongiurare una nuova emergenza.