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Pubblicato il 11 ott 2017

Valdagno, dove la spesa sociale è superiore alla media nazionale

Oggi siamo andati in un piccolo comune della provincia di Vicenza, Valdagno. Qui il 30 per cento della popolazione è costituita da ultra 65enni e il fenomeno dello spopolamento è sempre più marcato. In paese ci restano solo gli anziani. I giovani vanno a cercare lavoro altrove. Il sindacato da più di dieci anni cerca di arrestare questo fenomeno prendendo di petto quella che si può definire come una vera e propria “crisi demografica”. La stessa che attanaglia l’intero nostro paese, ma che nei piccoli centri è più evidente che altrove.

È per questo che la firma di un accordo tra sindacati e amministrazioni locali, come quello firmato ieri a Valdagno, va presa come una gran bella notizia. Sì, perché con la firma il Comune si impegna a stanziare risorse precise per la sanità, la spesa sociale, la non autosufficienza. Lo scopo è quello di garantire un buon livello dei servizi sociali anche in questi anni di crisi e di favorire allo stesso tempo degli investimenti che vadano incontro ai bisogni dei giovani in cerca di lavoro e a chi il lavoro lo ha perso e cerca una nuova occupazione.

Il metodo è consolidato e dà i suoi frutti, anno dopo anno. Igino Canale, segretario generale dello Spi di Vicenza, ci racconta come dal 2009 i pensionati della Cgil, insieme agli altri sindacati, avanzino ogni anno delle proposte ai comuni della provincia. E ogni anno le amministrazioni comunali incontrano i sindacati e mettono nero su bianco gli obiettivi da raggiungere.

“La nostra priorità di quest’anno nei comuni della provincia e, in particolare, in quello di Valdagno, dove ieri abbiamo firmato un accordo importante, è affrontare in modo sistematico il problema demografico. Il tasso di anzianità è elevatissimo. Quindi bisogna dare risposte concrete sulla non autosufficienza, sull’accesso ai servizi sanitari, sull’assistenza domiciliare”, dice Canale. Ma i sindacati dei pensionati, insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno chiesto risposte concrete anche per i giovani. “Vogliamo evitare una guerra tra generazioni. Non è quello che serve al nostro paese. Vogliamo tenere in equilibrio i bisogni di tutti e formulare risposte adeguate per giovani e anziani”.

E l’equilibrio c’è. Le cifre lo dimostrano chiaramente. Dei 18 milioni di euro di spese correnti, 3 milioni e 600 mila – ovvero il 19% – sono destinati al sociale e il 25%, pari a oltre 4 milioni, andrà ai giovani, di cui 2 milioni in diritto allo studio e 2 milioni e 200 mila in politiche giovanili, sport e tempo libero. A Valdagno la spesa sociale è superiore alla media nazionale. L’amministrazione comunale, infatti, anche su sollecitazione dei sindacati, da anni ha deciso di investire significativamente nella prevenzione. Solo così si possono abbattere i costi del settore socio-sanitario, creando delle condizioni di benessere collettivo, soprattutto per gli anziani, che così ritardano il ricorso alle cure e il ricovero negli ospedali. “Qui i sindacati dialogano da tantissimo tempo con il Comune e i risultati si vedono: si preferisce spendere in prevenzione tutelando il benessere dei cittadini” commenta Canale.

Il sindaco è dello stesso avviso: “Le organizzazioni sindacali sono le sentinelle del territorio e la loro azione propositiva ha già dato i suoi frutti”, ha detto ieri il primo cittadino Giancarlo Acerbi commentando la firma del protocollo.

Buone notizie. Buone prassi. Risultati positivi. Storie belle dal territorio che vale la pena raccontare.

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