Creare una rete dei luoghi simbolo della Resistenza in Europa. Il progetto è partito ieri con il protocollo di collaborazione firmato dai segretari generali dei sindacati dei pensionati italiani (Ivan Pedretti, Spi Cgil), francesi (Francoise Thiery-Cherrier,Ucr-Cgt) e spagnoli (Julian Gutierrez Del Pozo, Fepj-Ccoo).

L’iniziativa nasce dalla necessità di riaffermare, in un’Europa sempre più percorsa da nazionalismi e populismi, fino a veri e propri rigurgiti nazi-fascisti, i valori fondativi della lotta di Liberazione, ridando ruolo al Sindacato e voce alle Associazioni della società civile che di questi valori sono custodi. È un terreno che chiama in causa con l’eredità del passato l’attualità di un presente sempre meno solidale, chiuso in se stesso e ostile verso il migrante e il diverso, in aperta antitesi con lo spirito di solidarietà e convivenza civile che fu alla base della Resistenza e della nascita dell’Unione Europea.

Muri, fili spinati, razzismo e indifferenza verso le sofferenze di chi scappa da guerre e povertà. Tutto questo, per gli europei, sembrava un incubo legato al passato. Cancellato con la fine della seconda guerra mondiale e con le lotte di liberazione condotte nei paesi finiti sotto il giogo del fascismo e del nazismo. Settanta anni dopo, invece, certi fantasmi stanno di nuovo aleggiando sulle strade dell’Europa unita.

 Il percorso

Il progetto si sviluppa su due percorsi: il primo squisitamente sindacale, il secondo rivolto alle Associazioni. L’iniziativa sindacale si caratterizzerà autonomamente attraverso la condivisione di iniziative tra le tre strutture, dalla partecipazione ad eventi allo scambio di informazioni, con il coinvolgimento diretto del Dipartimento della Memoria.

Il secondo percorso è di esclusiva competenza delle Associazioni custodi della Resistenza e dei luoghi dove si è manifestata, attraverso la loro messa in rete, a cui i tre Sindacati interessati potranno offrire sostegno e collaborazione.

Le opportunità. Oltre al notevole spazio di opportunità di iniziativa che il progetto comporta per i soggetti coinvolti, le Associazioni possono ricorrere a fondi europei per la salvaguardia del loro patrimonio storico, che, come tutti i progetti europei, prevede che ci siano almeno tre Paesi partecipi. Prime forme di coinvolgimento e partecipazione sono state le testimoniate dalla presenza all’incontro di due realtà territoriali, Brescia-Valcamonica e Imperia, che furono luoghi di drammatici episodi, in particolare le località di Cevo e Sospel, della lotta di Liberazione.

Cevo (Brescia – Vallecamonica), è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di

Liberazione, insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il nord Italia venne aggregato alla repubblica di Salò e molti giovani delle classi 1923-1925 vennero chiamati alla leva obbligatoria, ma nessuno si presentò. Molti si nascondevano nelle montagne dell’Adamello, nei fienili ad alta quota mentre altri aderivano ai gruppi partigiani dell’alta valle. Sopra il paese di Cevo si costituisce la 54º Garibaldi, che inizia a operare attivamente dal gennaio 1944.Il 3 luglio 1944 il paese viene bruciato per rappresaglia contro i partigiani. Centocinquantuno case vengono totalmente distrutte, altre 48 rovinate e 12 saccheggiate; 6 le persone uccise.Su una popolazione di circa 1200 abitanti ben 800 rimasero senza tetto.

A Sospel (Francia-Provenza, nome italiano Sospello), paese delle Alpi Marittime a ridosso del confine italiano, sabato 12 agosto 1944, 17 partigiani, 13 italiani e 4 francesi, dopo essere stati sottoposti ad orrende torture per due giorni e tre notti, furono trucidati a raffiche di mitra. Senza cibo né acqua, vennero bastonati fino a coprire di sangue lo stesso bastone degli aguzzini che continuarono a far rullare i tamburi per coprire le strazianti grida di dolore. Aizzati dai loro padroni, dal caldo e dall’odore del sangue, contro i diciassette partigiani vennero scagliati i cani che affondarono le fauci nelle ferite.

Nonostante la ferocia del martirio nessuno di loro parlò, neanche davanti al plotone di esecuzione. I loro corpi, trasportati da un capannone vicino alla stazione ferroviaria vennero abbandonati in mezzo alla piazza e recuperati dalla popolazione, che pietosamente li ricompose e seppellì in una fossa comune. Il 15 agosto gli Alleati sbarcavano in Provenza, tra Saint Raphael e Lavandou.L’eccidio di Sospel (Sospello in italiano) rimane uno degli esempi più autentici di una Resistenza che accumunava persone diverse, dentro un’idea di fratellanza universale, nella lotta per un mondo migliore di quello che avevano conosciuto.