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Premio LiberEtà 2016

Il premio LiberEtà nel corso di quasi diciotto anni di vita ha dissepolto dal rischio dell’oblio centinaia di memorie di persone, di comunità, di generazioni. Grazie al premio tutte queste memorie raccolte nell’archivio diaristico di Pieve Santo Stefano rappresentano un patrimonio collettivo che non può più andare perduto. Il premio LiberEtà, che nasce dalla volontà di alimentare un costante dialogo fra le generazioni, da questo mese si rimette in moto per preparare l’edizione 2016. Facciamo perciò appello a tutti coloro che si sentono depositari di una memoria che altrimenti andrebbe dispersa, di raccontarla per farla diventare patrimonio delle generazioni future. E se, per caso, l’abbiate già scritta, tiratela fuori dal cassetto e inviatecela.

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Scheda di partecipazione

Per partecipare alla diciottesima edizione del premio LiberEtà non occorre avere titoli accademici, lauree, dottorati o un qualsivoglia titolo di studio: basta avere una storia interessante da raccontare, una storia – che veda voi come protagonisti oppure no – l’importante è che sia scritta proprio da voi. Il nostro concorso è aperto a tutti e i partecipanti possono avere qualsiasi età. La partecipazione è totalmente gratuita. Basta spedire il vostro scritto all’indirizzo che vedete in basso.

Gli scritti vanno inviati a: Redazione Premio LiberEtà, via dei Frentani 4/A – 00185 Roma; oppure a: edizioni@libereta.it

La scadenza. Le storie dovranno arrivare entro il 31 dicembre 2015. Con l’avvertenza che al racconto si alleghi la scheda di partecipazione con i propri dati identificativi (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, eventuale indirizzo di posta elettronica) insieme a una dichiarazione che si tratta di un lavoro autentico e che non l’avete già pubblicato con un editore (se l’avete stampato “in proprio”, cioè a vostre spese in una tipografia potete partecipare).

 

Una lettera dal Presidente

Care lettrici e cari lettori,

il Premio LiberEtà compie il diciottesimo anno. E lo dobbiamo in gran parte a voi. A tutti voi che ci seguite, che avete consegnato nelle nostre mani e alle nostre cure un patrimonio di memorie. Oggi, sono più di 800 gli scritti raccolti nel Fondo dedicato a LiberEtà presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve santo Stefano che, come sapete, è nostro partner fin dall’inizio di questa bella avventura. I vostri racconti di vita, le storie vere, perfino i romanzi, che abbiamo letto, anno dopo anno, come giuria del premio, sono testimonianze preziose per un paese che non vuole dimenticare.

Proteggere il valore della memoria, individuale e collettiva, collante fondamentale della convivenza civile, è la missione che lo Spi ha affidato a noi e che LiberEtà declina in ogni suo passaggio, mese dopo mese, numero dopo numero.

Poiché l’esercizio della memoria evoca progetti di vita, successi e fallimenti, storie reali di persone, di famiglie, di comunità di vita e di lavoro, narrarla significa consentire a molti di riconoscersi e sentirsene coinvolti. Vi preghiamo pertanto di continuare a inviarci le vostre storie e a partecipare anche quest’anno numerosi.

Vi aspettiamo. Un caro saluto.

 

Giuseppe Casadio

Presidente della giuria del premio LiberEtà

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