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Pubblicato il 01 set 2016

Pieve S. Stefano: l’archivio digitale

L’Archivio di Pieve Santo Stefano è stato digitalizzato. Grazie al progetto “Impronte digitali” circa settemila testimonianze suddivise tra autobiografie, diari, memorie e raccolte di lettere, scritte da persone comuni e depositate presso la “banca della memoria” fondata nel 1984 da Saverio Tutino, sono state archiviate in formato elettronico.

Si tratta di circa 840.000 pagine autografe, riempite a mano o dattiloscritte. Una vera e propria enciclopedia popolare della storia degli italiani è stata così messa in sicurezza, sottratta ai naturali fenomeni di deperimento che subiscono i tradizionali supporti cartacei. Le storie degli italiani “non illustri” continueranno così a ispirare studi scientifici e opere artistiche, installazioni interattive, spettacoli teatrali e cinematografici, la musica, l’arte e i media. Ma la conservazione del patrimonio documentale è solo il primo obiettivo raggiunto grazie al progetto Impronte digitali. Il secondo, altrettanto se non più importante, è quello della condivisione on line del fondo archivistico, che avverrà in maniera graduale a partire da quest’anno.

Si tratta della chiusura di un cerchio ideale per la natura e la storia della fondazione, concepita e voluta negli anni Ottanta del secolo scorso da un visionario intellettuale come Saverio Tutino che, tra i primi al mondo, ha immaginato che la storia del Novecento, il secolo delle masse, potesse essere raccontata da loro stesse. E oggi, dopo oltre trent’anni e grazie alla rivoluzione informatica avvenuta nel frattempo, anche la fruizione di quella storia diviene accessibile a tutti. Da qualunque parte del mondo, in qualunque momento, chiunque potrà accedere da un qualsiasi terminale, da casa propria o al bar, ai contenuti inediti conservati nell’archivio.

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