Pet therapy. Curare gli animali per non essere soli

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Entrano nelle case di riposo per fare compagnia agli anziani. Hanno accesso alle corsie di molti ospedali e case di cura. Aiutano le vittime di violenze a superare i loro incubi. Ridanno una speranza ai carcerati nelle prigioni e ai tossicodipendenti nei centri di recupero.

Sono sempre più numerosi i progetti di pet therapy o, più correttamente come vengono chiamati in Italia, «interventi assistiti con gli animali». Cani, gatti, conigli, asini e cavalli – questi gli animali domestici ammessi nel nostro paese – riescono là dove  l’uomo spesso non ce la fa: stimolano interruttori nella mente delle persone che, per diversi motivi, è avvolta dal buio. Loro si sintonizzano meglio di noi. «Gli interventi assistiti con gli animali, che si svolgono non solo in contesti terapeutici ma anche educativi o ludici – spiega la dottoressa Francesca Abellonio che lavora con una squadra di professionisti in Piemonte – funzionano grazie alla relazione che si instaura fra l’animale domestico e la persona fragile: si crea come una sintonia complessa e delicata che stimola l’attivazione  emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi.

L’animale non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi. In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco e calano le ansie e le paure. Inoltre, favorisce la piena espressione delle persone, che tra gli umani si riduce di solito solo al linguaggio verbale». Bambini, anziani e persone con disabilità o disturbi psichiatrici – spiega ancora la dottoressa Abellonio – hanno più bisogno di loro.

«Interagire con un animale è una bella occasione di crescita, perché lui ha per la persona da assistere una grande valenza emotiva: accarezzarlo e coccolarlo suscita un gradevole contatto». Gli animali più adatti. Le linee guida – afferma la dottoressa Manuela Bergadano –raccomandano solo animali da compagnia, quindi cani, gatti, conigli, asini e cavalli. Ogni animale deve essere certificato, deve avere requisiti sanitari e comportamentali, attitudinali e di capacità, valutati da un veterinario esperto in pet therapy.