Continua la campagna sui diritti inespressi dello Spi Cgil del Veneto. Anche in provincia di Padova si stanno analizzando le pensioni di migliaia di anziani con un assegno inferiore ai 750 euro al mese. Gli “errori” riscontrati sono molti, un terzo della documentazione controllata. Le cifre  recuperate per molti pensionati veneti che avanzavano soldi dall’Inps senza saperlo, sono importanti .Nei primi 10 mesi del 2017 sono stati infatti recuperati oltre 100.000 euro nella sola provincia padovana. La campagna prosegue quindi con grande successo in tutti i territori del Veneto, grazie all’impegno di chi ha inviato sul “campo” i propri responsabili e i propri esperti per far emergere i cosiddetti “diritti inespressi”, cioè il diritto di cui si può usufruire solo facendone richiesta all’Ente previdenziale ma che la maggioranza degli anziani non conosce. Assegni al nucleo familiare, quattordicesime, integrazioni al trattamento minimo, somme e importi aggiuntivi, quattordicesima mensilità: sono molte le materie sulle quali lo Spi Cgil del Veneto interviene per individuare eventuali crediti del pensionato nei confronti dell’Inps.Gli anziani che possono avanzare soldi dall’ente previdenziale senza saperlo sono in generale tutti quelli che percepiscono pensioni nette inferiori ai 750 euro lordi al mese, circa 330 mila persone in Veneto . Stiamo parlando di importi spesso notevoli, che possono arrivare fino a 125 euro euro in più al mese sulla pensione.Fra i motivi che determinano i “diritti inespressi” il principale è legato alla decisione dell’Inps di non inviare più a casa il modello ObisM, cioè la busta paga del pensionato e la certificazione dei redditi. Per questo lo Spi-Cgil stampa gratuitamente questa documentazione rilevando, appunto, possibili crediti a favore dell’anziano. Nell’ultimo anno tale attività ha permesso di recuperare oltre un milione di euro nella regione.