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Pubblicato il 04 ott 2017

Marketing telefonico

Il disegno di legge sulla concorrenza approvato in via definitiva dal Parlamento ai primi di agosto, contiene tante novità positive per i consumatori. Ma anche alcune occasioni perse. La più eclatante riguarda la regolamentazione del marketing telefonico praticato da aziende senza scrupoli che ci perseguitano a tutte le ore del giorno. Vediamo cosa è successo.

Il disegno di legge sulla concorrenza approvato in via definitiva dal Parlamento ai primi di agosto, contiene un pacchetto di interventi che giaceva nelle aule parlamentari da oltre due anni. Ha fatto almeno quattro volte la spola tra Camera e Senato prima di ottenere il via libera finale grazie al voto di fiducia. Che effetti porterà nella nostra vita di tutti i giorni? Una novità importante poteva riguardare la regolamentazione delle vendite per telefono praticate da aziende che non si fanno scrupoli nel carpire la buona fede di chi sta all’altro capo del filo telefonico. Alcuni interventi per limitare il cosiddetto marketing selvaggio (ossia la vendita a distanza di contratti per la fornitura dell’energia elettrica, di abbonamenti telefonici o altro), erano auspicati dal garante della privacy e da molte associazioni dei consumatori. Una denuncia a tutela prima di tutto delle persone anziane l’avevamo fatta anche noi di LiberEtà trattando ampiamente l’argomento e sollecitando il legislatore a prendere provvedimenti.

Le vendite per telefono sono una pratica divenuta nel tempo sempre più aggressiva e un vero incubo per tutti i cittadini. Le proposte sul piatto erano molte, tra cui quella di inserire nel registro delle opposizioni (l’elenco nel quale iscrivere il proprio numero di telefono fisso qualora non si voglia ricevere telefonate commerciali) anche i numeri dei cellulari. In realtà l’unica novità in merito presente nel testo approvato è la possibilità di inserire nel registro delle opposizioni non solo il numero di telefono ma anche il proprio indirizzo: in pratica la possibilità di opporsi non solo alle chiamate ma anche alla posta cartacea con finalità promozionali. Non molto, a ben vedere, soprattutto considerando che contestualmente sono state abolite le norme che obbligavano gli operatori dei call center a dichiarare l’identità del soggetto per il quale veniva fatta la chiamata, specificare la natura commerciale e proseguire la telefonata solo in presenza dell’assenso del destinatario.

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