Macerata riparte dall’antifascismo

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iniziativa antifascismo macerata

Due mesi fa Macerata è salita tristemente agli onori delle cronache. A febbraio Luca Traini sparava a un gruppo di immigrati. Un atto di “vendetta” per l’uccisione della giovane Pamela, avvenuta sempre a Macerata pochi giorni prima. Due terribili episodi di violenza, razzismo, fascismo e xenofobia.

Due mesi dopo la città marchigiana si ritrova a riflettere su un’inedita ondata di violenza e intolleranza. E lo fa ripartendo dai valori dell’antifascismo e della pace. Lo fa ricordando i valori democratici fondativi della nostra Costituzione. Nasce così l’iniziativa “Un’Italia democratica e libera da ogni fascismo” promossa dal sindacato dei pensionati della Cgil, da sempre custode dei valori della libertà e della convivenza pacifica, da sempre in prima linea anche contro la violenza sulle donne.

L’evento inizierà venerdì 6 aprile mattina alle 9.30 al Teatro Lauro Rossi. Non un semplice convegno, ma un momento di confronto e discussione sul futuro democratico del nostro paese, sulle necessità e i bisogni dei cittadini, su quali risposte le istituzioni, i sindacati e le associazioni possono dare, su come far ripartire una città duramente colpita che ora cerca di rialzarsi e reagire.

“Per rimettersi in piedi è fondamentale ricordare l’impegno delle 21 Madri Costituenti che tanto hanno fatto per il nostro paese”, dice Elio Cerri segretario generale dello Spi Cgil delle Marche. Cerri interverrà venerdì mattina insieme ai segretari dello Spi di Macerata Stefano Tordini e della Cgil di Macerata Daniel Taddei. Tutti impegnati quotidianamente sul territorio a fronteggiare spinte xenofobe e episodi di razzismo e di violenza, contro le donne e non solo.
Oltre a loro ci saranno anche la presidente dell’Anpi Carla Nespolo, Sami Ghanmi del coordinamento Rete degli studenti delle Marche e il segretario generale dei pensionati Cgil Ivan Pedretti, insieme a Daniela Barbaresi della Cgil delle Marche. L’evento infatti è stato promosso non solo dallo Spi ma anche dall’Associazione Nazionale Partigiani e dal Comune di Macerata. Tutti insieme per dire no alla violenza e per ricostruire insieme un tessuto, sia valoriale che di pratiche concrete, per fornire chiavi di lettura della realtà differenti e articolate. Si tratta infatti di superare pregiudizi, stereotipi e facili semplificazioni.
“Noi avevamo pensato a questa iniziativa ben prima dei tristi fatti di cronaca” – ci spiega Cerri. “Il fascismo purtroppo nel nostro paese è tornato ad essere un tema di attualità. Poi dopo i fatti di Macerata questo momento di incontro acquista ancora più valore”.

L’evento sarà l’occasione anche per ribadire l’importanza della raccolta di firme contro i neofascismi. L’appello, tra le altre cose, chiede una piena applicazione della XII Disposizione della Costituzione che recita “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
“Il razzismo e il fascismo – continua Cerri – non fanno parte della Costituzione. E parlarne ora, a 70 anni dall’approvazione della nostra Carta fondativa, è particolarmente importante”.

Ma a Macerata ci sono anche i problemi del post terremoto. Il sindacato lo sa bene. Non solo ci sono le necessità e i bisogni dei cittadini ma c’è anche il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose nelle attività legate alla ricostruzione. “Anche in questo ambito è necessario più che mai ribadire i valori della legalità e della giustizia”, commenta il segretario dello Spi delle Marche.