Alla fine della giostra sul decreto sicurezza, corretto e ricorretto dal Parlamento nel luglio scorso, a rimetterci saranno le famiglie più deboli. Non gli stranieri che delinquono, ma le madri clandestine cui verranno strappati i figli per darli in adozione. E, colmo dei colmi, anche le famiglie italiane che hanno in casa una persona non autosufficiente e che dovranno pagare di tasca propria la sanatoria della propria badante senza permesso di soggiorno. La tassa scatta questo mese e ammonta a cinquecento euro. Se non viene pagata si diventa complici del reato di clandestinità. E se addirittura si sbaglia o si falsifica la domanda di sanatoria si rischiano fino a sei anni di carcere. Molti di più di chi commette il reato di corruzione.
Sembrano norme assurde quelle che il governo ha voluto far approvare in tutta fretta dal
Parlamento con un doppio voto di fiducia. Prima sul decreto sicurezza per far
approvare il reato di clandestinità. E poi sul decreto anti-crisi, nel quale è
stato deciso il salvacondotto per le badanti clandestine. Il tutto a carico
delle famiglie. E non di quelle che possono permetterselo, ma di quelle più
colpite dal dolore e dai problemi economici che nascono quando in casa c’è
un congiunto infermo da assistere notte e giorno. Non solo non gli si danno i servizi e l’aiuto di cui hanno bisogno, come da anni non ci stanchiamo di reclamare dalle colonne di questa rivista. Adesso, per continuare a tenere in casa la badante extracomunitaria
senza permesso di soggiorno, si obbliga la famiglia a tirare fuori di tasca
cinquecento euro. Chi aveva creduto che questo governo non avrebbe mai messo le
mani nelle tasche degli italiani, dovrà ricredersi, soprattutto se è tra i tre
milioni di famiglie che hanno un parente non totalmente autosufficiente.
Tassa non deducibile
La tassa va pagata entro settembre. L’attestazione del pagamento va presentata allo
sportello unico per l’immigrazione insieme alla “Dichiarazione di attività di
assistenza e di sostegno alle famiglie”. La famiglia per poter regolarizzare la
badante deve produrre una certificazione della struttura sanitaria pubblica o
del medico convenzionato con il servizio sanitario che attesti la limitazione
dell’autosufficienza della persona per la quale viene chiesta l’assistenza.
La comunicazione di assunzione all’Inps e il rilascio del permesso di soggiorno,
comportano per il datore di lavoro e il lavoratore l’estinzione del reato di
clandestinità. Ma non è detto che fili tutto liscio. Chi rilascia dichiarazioni
false rischia una condanna fino a sei anni di carcere.
Una manna per il fisco
L’una tantum di cinquecento euro per regolarizzare la badante non è deducibile dalla
denuncia dei redditi. Il fisco incasserà 150 milioni di euro. Mentre dalla
regolarizzazione di colf e badanti incasserà nei prossimi tre anni almeno un
miliardo e trecento milioni. Una vera e propria manna per le casse statali. Lo
rivela il centro studi della Camera dei deputati che ha calcolato un gettito
contributivo aggiuntivo di 130 milioni per quest’anno e 390 milioni all’anno dal
2010 al 2012. Per essere una tassa sul bisogno non poteva fruttare meglio di
così. Alla faccia degli evasori che invece continuano a nascondere i loro lauti
guadagni.