Risposte concrete contro le derive sovraniste. Parla Ivan Pedretti

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Ivan Pedretti

Alla vigilia di un autunno che si preannuncia alquanto movimentato per il sindacato confederale e per i sindacati dei pensionati, il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, ha fatto il punto sui principali temi politici all’ordine del giorno con un’intervista a RadioArticolo1.

Il leader dei pensionati della Cgil è tornato a bocciare con nettezza le ipotesi di ricalcolo delle pensioni sopra un certo tetto, una posizione che lo Spi condivide con i pensionati della Cisl e della Uil che già prima dell’estate hanno espresso il loro no a interventi sulle pensioni che aprano la strada ad un peggioramento generale delle pensioni di tutti. Il problema vero, per Pedretti, è invece quello di ripensare il sistema previdenziale all’insegna di una nuova solidarietà tra generazioni che difenda cioè i diritti degli ex lavoratori e che garantisca una pensione futura per i giovani che entrano oggi nel mercato del lavoro. Lo spettro che continua ad aggirarsi per il Paese è infatti quello della creazione di un nuovo esercito di poveri visto che i giovani di oggi – con i lavori precari e discontinui che caratterizzano il mercato – non riusciranno a costruirsi una vera pensione.

Il segretario generale dello Spi è intervenuto poi sulla nuova emergenza democratica legata all’immigrazione, alle politiche di chiusura e sovraniste e al dilagare di episodi di razzismo. Anche su questi temi lo Spi è già in campo e si è mobilitato in questi giorni per partecipare a varie manifestazioni di protesta.  Pedretti ha voluto parlare poi di un’altra emergenza, quella di Genova dove lo Spi è vicino ai suoi pensionati e si sta facendo parte attiva per ridare un futuro alla città così come era stato fatto due anni fa con il terremoto. Infine il segretario generale dello Spi ha parlato del Congresso Cgil e della grande sfida politica e culturale che bisogna vincere. Non si tratta solo di ripensare il sindacato e la politica. Si tratta di parlare a milioni di persone che in questo momento storico attendono risposte concrete ai loro problemi e soprattutto attendono un nuovo messaggio di speranza. Non è un caso che lo slogan del Congresso dello Spi si basi proprio sul futuro. Qui costruiamo il futuro ripensando anche agli anni Settanta, punto di svolta democratica e civile del nostro Paese.