Quella di Salerno è stata una delle più belle feste di LiberEtà. Si è svolta dal 16 al 18 giugno sotto il segno di due anniversari: il 150° dell’unità d’Italia e il 60° della nostra rivista, e con tanti protagonisti della “primavera italiana” uscita dal voto dei referendum e delle elezioni amministrative
Quando un giornale compie sessant’anni è sempre un buon segno per la democrazia. L’evento meritava una festa come quella che dal 16 al 18 giugno lo Spi ha dedicato al sesto decennio di vita del suo mensile. Tre giornate di politica e cultura. Ma soprattutto tre giornate per dare voce ai tanti pensionati che rivendicano un cambio delle politiche economiche e sociali. Tre giornate di incontri per discutere di identità e memoria, di invecchiamento attivo, di politica sindacale, ma anche per festeggiare i tanti attivisti di LiberEtà grazie ai quali la rivista dello Spi riesce ancora a essere una delle più diffuse d’Italia con oltre centocinquantamila abbonamenti.
«La parte migliore del paese è oggi a Salerno sotto le bandiere della Cgil ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha concluso la festa dal palco allestito in piazza della Concordia di fronte a migliaia di pensionate e pensionati.
Liberi, ribelli, resistenti A dare la carica alle migliaia di anziani arrivati da tutta Italia ci ha pensato il segretario generale dello Spi, Carla Cantone, evocando il felice slogan della campagna del tesseramento. «Sì è vero – ha detto Cantone – siamo spiriti liberi, ribelli e resistenti. I pensionati della Cgil continueranno a combattere e a mobilitarsi fino a che il governo non cambierà le sue politiche sociali, economiche e soprattutto occupazionali per i giovani. Noi combattiamo da anni, ma siamo resistenti, vogliamo andare avanti rivendicando innanzitutto: la rivalutazione delle pensioni, la legge per la non autosufficienza, servizi alla persona più efficienti, in particolare nella sanità e nell’assistenza, e servizi sociali. E poi un riforma fiscale equa».
«Siamo ribelli – ha proseguito il segretario generale dello Spi – contro chi vuole soffocare i diritti di cittadinanza, contro chi ci vuole negare una pensione dignitosa, dopo una vita di lavoro e fatica. E siamo indignati con il governo che vuole innalzare l’età pensionabile per le donne: dobbiamo impedire che questo avvenga. Non sono le pensioni che paghiamo noi a mandare in crisi l’economia italiana».
Siamo resistenti, ha infine detto Cantone, «perché non rinunciamo a negoziare con le istituzioni, non ci siamo mai stancati, per questo continueremo a lottare vicino ai lavoratori, agli studenti, ai precari, agli immigrati e vicino alle donne e contro il fango che le offende. E continueremo a lottare per difendere la Costituzione».







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