Pensioni, quindicimila euro recuperati a Mirandola

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controllo della pensione

Sono quindicimila gli euro complessivi recuperati dai pensionati della zona di Mirandola in provincia di Modena, grazie ai controlli del sindacato. Già, perché da quando l’Inps non invia più a casa dei pensionati i prospetti annuali con gli importi (una sorta di Cud), in tanti non conoscono più i dettagli del proprio reddito da pensione. E non tutti hanno facile accesso al computer. Eppure ci sono somme, a volte anche considerevoli, di cui i pensionati hanno diritto ma, poiché non ne sono a conoscenza, non possono riscuoterle.

Sono i cosiddetti “diritti inespressi” ovvero importi e integrazioni che l’Inps versa ai pensionati solo dietro apposita richiesta. E allora come fare? Il sindacato dei pensionati della Cgil ha avviato un lavoro di verifica sul diritto agli assegni familiari, alle maggiorazioni per la 14esima mensilità e, soprattutto, sul diritto al supplemento di pensione per coloro che hanno continuato a svolgere attività lavorativa, anche sporadica, dopo il pensionamento.

Il controllo è andato avanti per tutto il 2017 e prosegue anche quest’anno. Avvalendosi della collaborazione di volontari specializzati, e in sinergia con il Patronato Inca, lo Spi Cgil di Modena ha iniziato una serie di controlli mirati nella zona di Mirandola. Come? Attingendo dal proprio archivio degli iscritti e poi chiamando i pensionati negli uffici per le dovute verifiche. In presenza di diritti specifici, lo Spi ha compilato le domande e le ha presentate all’Inps.

A fine anno sono state 205 le pratiche inoltrate all’ente previdenziale che, oltre a portare ai pensionati dei benefici economici sul reddito, hanno permesso di tutelare gli interessi degli iscritti al sindacato.