Il cibo dell’anima

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cibo sano. i consigli di LiberEtà

L’alimentazione incide sulla salute fisica. E questo si sapeva. Ma ora la scienza dice che può condizionare anche l’umore. E non solo per motivi emozionali, ma anche per meccanismi biologici e chimici. Le ultime scoperte scientifiche.

L’eccesso di grassi e zuccheri può indurre depressione. Una ricerca della Binghamton University negli Stati Uniti pare fatta apposta per sfatare certi luoghi comuni sul cibo e l’umore.

Ognuno di noi è indotto infatti a pensare che le coccole alimentari scaccino i brutti pensieri. Ma non è vero. Per giunta i diversi alimenti hanno un impatto sulla psiche che cambia nell’arco della vita. Le persone sotto i trent’anni che mangiano carne rossa o bianca meno di tre volte a settimana e fanno poco esercizio fisico, ad esempio, risultano manifestare livelli di stress mentale più elevati.

Da che dipende? Dalla chimica degli alimenti. Prendiamo ad esempio la carne. Ha effetti positivi sull’umore sotto i trent’anni. Mentre dopo, per essere tranquilli e sereni, contano di più frutta e verdura; così come la limitazione di certi alimenti come il caffè o i dolci, che potrebbero stimolare troppo il sistema nervoso simpatico.

«Invecchiando –spiegano i ricercatori –si ha inevitabilmente   una maggiore formazione di radicali liberi che provocano l’aumento dello stress mentale. Inoltre con l’età diminuisce la capacità di gestire gli stati d’ansia perciò troppi caffè o un eccesso di cibi ricchi di zuccheri hanno un effetto deleterio sull’umore che potrebbero anche indurre depressione».

La ricetta giusta cambia quindi a seconda dell’età, ma per essere sereni alcune regole sono valide sempre: fare colazione ha un’influenza positiva sul benessere di tutta la giornata, come pure preferire i cereali integrali, che sono assorbiti lentamente e stabilizzano l’umore perché stimolano una buona produzione di serotonina e mantengono in equilibrio i livelli di zuccheri nel sangue, senza i picchi tipici dei cibi ad alto indice glicemico come le torte e i biscotti.

E per tutti, sì a frutta e verdura, che vanno previste in porzioni più abbondanti dopo i trent’anni, ma sono utilissime anche prima: apportano infatti minerali importanti per un buon funzionamento cerebrale, come ad esempio il selenio della frutta secca, il magnesio, lo zinco.