Vanna Bertolotti, anche lei in piazza del Popolo, insieme con i compagni di una lega Spi di Mantova, quella di Viadana. È venuta con la sedia a rotelle. Malgrado il suo handicap fisico ha viaggiato in pullman come tutti per venire a Roma.
«Sono fra la mia gente» dice, e non può frenare la commozione. Nella grande confusione, con la musica a palla dell’Orchestraccia, ci parliamo urlandoci nelle orecchie. Mi deve ripetere le cose più di una volta, ma alla fine ci capiamo. «Con me – dice Vanna – c’è anche mio marito, lo porto qui (e indica il cuore), sempre. Ormai sono quattro anni che lui non c’è più...».
Vanna non è una persona qualunque, è un'invalida. I compagni di Mantova hanno spinto la sua carrozzina per parecchi metri prima di arrivare quasi sotto il palco dove parlano Carla Cantone e Susanna Camusso. Vanna vive di una pensione di reversibilità di 620 euro, visto che le hanno tolto la sua, quella di invalidità, di 350 euro. «Pensa, ne pago 250 di affitto. Ma quello che voglio dire è che sono orgogliosa di essere qui».







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