È utile ricordare come in altre occasioni analoghe a quella che stiamo vivendo, la Cgil seppe affrontare con indicazioni e proposte una situazione di grave crisi, con un paese che aveva bisogno di una ricostruzione. Così per esempio al congresso confederale a Genova nel 1949 Giuseppe Di Vittorio presentò un piano del lavoro.
Di Vittorio ebbe modo di osservare, tra l’altro, come «i lavoratori di fronte a un’azione diretta a promuovere la rinascita economica e civile dell’Italia, e pur trovandosi nelle condizioni che sappiamo, pur essendo essi i più sacrificati della società, sono giunti oggi nel nostro paese a un grado di maturità tale, a un grado di sensibilità così elevata verso gli interessi generali della società nazionale, che questi lavoratori, pur soffrendo, sono disposti ad accollarsi un sacrificio supplementare per portare un proprio contributo al successo del piano lanciato dalla Cgil». Anche se di vittorio precisava poi come tale piano richiedesse «uno sforzo da parte di tutti i cittadini proporzionale alle loro possibilità e quindi uno sforzo più elevato da coloro che hanno accumulato maggiori ricchezze». Concetti, parole che possono essere utili anche oggi. Perché anche oggi avremmo bisogno di «un nuovo risorgimento economico» nonché «dell’entusiasmo e della volontà attiva delle masse popolari» e «di un governo che sappia mobilitare questo entusiasmo creatore delle masse popolari».
Bruno Ugolini







Sfoglia qualche pagina













