«Este Vaifro sarà sempre, con l’esempio della sua vita, davanti a tutti i compagni e ai lavoratori, monito a lavorare per un mondo migliore, per un’Italia socialista». Così scriveva Bigio Savoldi Su Brescia Nuova, settimanale del Psi bresciano, il 12 ottobre 1947. Franco Torri ricorda sulle pagine di LiberEtà la memoria di questo dirigente socialista bresciano.
Vaifro Este nasce a Montichiari il 14 marzo 1876 dal matrimonio, in seconde nozze, di Girolamo Este con Maddalena Zanardelli. L’inizio del suo impegno civile e politico si inserisce nel tumultuoso passaggio storico dal mutualismo alle casse di resistenza, attraverso l’esperienza del consolato operaio prima e della Camera del lavoro in seguito.
Nel maggio 1898 la situazione politica e sociale nazionale si aggrava. A Brescia, come in diverse parti d’Italia, avvengono scontri tra lavoratori e forze di polizia. L’8 maggio a Milano gli operai della Pirelli promuovono uno sciopero di risposta all’uccisione di due dimostranti durante un corteo di lavoratori. Quando gli operai giungono in piazza Duomo sono salutati dal fuoco dei soldati agli ordini di Bava Beccaris. Si contano ottanta morti: una strage.
Per reazione si scatenano manifestazioni rabbiose, anche violente. Vaifro è tra i promotori delle proteste. Viene arrestato, sottoposto a torture e, dopo parecchi giorni, liberato. Due anni dopo la Camera del lavoro risorge, ricostruita da forze nuove, giovanili, tra cui Vaifro. Con 1’assemblea generale del 15 giugno 1902, viene eletto nella commissione esecutiva della Camera del lavoro.
Il suo impegno sindacale si fa instancabile: percorre, sempre in bicicletta, le strade della città, dalle 5 del mattino alle 10 della sera, per essere davanti ai cancelli delle fabbriche e dei cantieri edili. L’aumento del salario, la conquista del diritto di sciopero, la riduzione dell’orario di lavoro, a cominciare dal riposo festivo, la conquista delle otto ore per sei giorni, l’acquisizione del diritto alla contrattazione, il sogno di festeggiare il 1° maggio, il soddisfacimento dei bisogni primari, costituiscono la ricca piattaforma del suo lavoro.
Ormai ogni passo, ogni discorso di Vaifro è controllato dalle forze di pubblica sicurezza o dai carabinieri, come testimoniano i numerosi rapporti depositati negli archivi di Stato. La sua opera continua di anno in anno sino alla tragica svolta del fascismo.
Durante la resistenza e la lotta di liberazione Vaifro è tra i primi a organizzare, nella più rigorosa clandestinità, il gruppo aziendale socialista della Mida. Dopo il 25 aprile 1945 è nominato probiviro provinciale della federazione bresciana del Psi. Muore il 5 ottobre 1947.
Franco Torri







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