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Doppio kappao alle politiche per la casa

altDal cilindro della spending review il governo cava un bel risparmio ai danni dei cittadini con problemi abitativi: è stato azzerato il fondo per gli affitti che veniva devoluto a Regioni e Comuni per sostenere le spese d'affitto delle famiglie più in difficoltà. L'altra sgradita novità riguarda invece i fondi ex Gescal. Il governo cancella 70 milioni destinati al recupero degli alloggi pubblici.

A denunciare questo doppio kappao alle politiche abitative è il Sunia Cgil. «Sotto silenzio – denuncia Daniele Barbieri – è passato l'azzeramento del fondo di sostegno alla locazione». Il fondo nel 2000 disponeva di un finanziamento statale di 361 milioni. Da allora c'è stata una progressiva sottrazione di finanziamenti. L'ultimo finanziamento in Finanziario risale allo scorso anno per appena 10 milioni di euro. Monti ha provveduto ad azzerarlo del tutto «Il governo – spiega Barbieri – chiede ora alle Regioni di provvedere con propri fondi. Il risultato è che a pagare saranno le famiglie che non avranno più alcun sostegno». Non è un caso che la ragione principale degli sfratti sia la morosità (87% nel 2011) perché la gente non ha più soldi per pagare l'affitto.

L'altro kappao alla casa riguarda i fondi Gescal. Lo denunciano in una nota la Cgil e il Sunia spiegando che ieri alla Camera le commissioni riunite per l'esame del decreto hanno approvato un emendamento che cancella la previsione di destinare 67,9 milioni di euro agli ex Iacp per recuperare alloggi di loro proprietà attualmente non abitabili, da destinare ai cittadini in condizioni disagiate che usufruiscono della proroga degli sfratti in scadenza il 31 dicembre.

Tale stanziamento costitutiva secondo la Cgil e il Sunia «una misura volta a rimuovere le condizioni che hanno determinato l’ultima proroga degli sfratti, e cioè l'impossibilità per cittadini con redditi bassi e in condizioni di forte disagio (presenza nel nucleo familiare di persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap), di trovare un'abitazione alternativa nel mercato oggi caratterizzato da canoni insostenibili». Una misura quindi «di assoluto buon senso anche in considerazione del fatto che i fondi individuati derivano da risorse ex Gescal non utilizzate, ancora giacenti presso la Cassa Depositi e Prestiti, destinati ad 'edilizia agevolata' e quindi senza alcuna incidenza sul debito dello Stato».

Per l'organizzazione di corso d'Italia e il sindacato degli inquilini, quanto avvenuto è “sconcertante per la confusione che regna nell’esecutivo e per l’ostinazione con la quale si continuano a colpire i soggetti più deboli anche in un settore, come quello abitativo, che ha visto negli ultimi anni ridursi, fino ad azzerarsi, tutte le misure di sostegno con la promessa di una nuova edilizia sociale che non ha prodotto neanche un alloggio”. La Cgil e il Sunia lanciano un appello al Parlamento perché ritorni indietro su una decisione “iniqua e senza senso”.


 
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