La solidarietà non fa notizia, ma c’è. Migliaia di volontari sono al lavoro nelle zone del terremoto. Da tutta Italia la risposta è stata ancora una volta immediata, puntuale, efficace, solidale. Succede mentre l’inverno torna a farsi sentire e la temperatura scivola sotto i 10°.
La Regione Emilia Romagna ha attivato 731 volontari di protezione civile, altri 300 volontari stanno arrivando dalle altre regioni. «Il rientro nelle case per gli ormai circa 6 mila sfollati - ha detto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia e Romagna - sarà comunque complicato fino a quando le scosse continueranno, e ci prepariamo alla gestione integrata dell'accoglienza per un determinato numero di giorni».
Nella giornata di domenica sono state impegnate 8 squadre (16 tecnici) per la rilevazione dei danni e i sopralluoghi necessari; oggi se ne aggiungeranno altre 12, e altre 20 squadre di rilevatori in arrivo da altre Regioni saranno operative da domani. "Le priorità sono le scuole, gli edifici pubblici, le imprese e le case, con l'obiettivo di accelerare il processo di rientro nelle abitazioni. Domani arrivano anche due squadre di tecnici delle università.
Si lavora prevalentemente nella zona dell'epicentro, a San Felice sul Panaro, 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara, dove la terra a tremato violentemente facendo oscillare i simografi fino al 6° della scala Richter, tanto da scuotere anche un po' tutto il centro nord Italia: a Milano, Venezia, in Liguria, in Toscana. Poi ne sono arrivate altre di scosse, quasi un centinaio, una delle quali, alle 15.18 di ieri pomeriggio di intensità 5,1.
Assieme ai volontari, va anche ricordata l'opera delle persone appartenenti alle strutture dello Stato (carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale, oltre naturalmente alla protezione civile) che pur non essendo annoverabili nell'ambito del volontariato, stanno svolgendo un lavoro faticoso, che molto spesso va molto oltre le loro specifiche mansioni e che viene svolto comunque con l'estrema dedizione e generosità di sempre.
Dalle 5 del 22 maggio le squadre di volontari provenienti dalle regioni vicine al luogo del sisma, affiancano la Protezione civile e delle forze dell'ordine, mentre vento soffia forte su tutta l'area colpita dal terremoto. Nei paesi, epicentro del sisma, Finale Emilia, Sant'Agostino e San Felice sul Panaro, tra gli altri, le condizioni meteo non stanno tuttavia creando particolari problemi alle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza delle strutture colpite. Durante la scorsa notte, in particolare, in Vigili del fuoco di Finale hanno concentrato l'attività sulla normalizzazione delle cabine elettriche, delle condotte di gas.
Sono oltre 200 i volontari delle organizzazioni nazionali impegnati nei luoghi del sisma che operano nell'ambito del sistema regionale, cui si aggiungono i circa 200 volontari della Croce rossa italiana e le centinaia di volontari delle associazioni locali. Nelle prossime ore è atteso l'arrivo di numerosi volontari provenienti da altre Regioni. Questa notte, afferma la Protezione civile, è stata data accoglienza a 2.500 persone nel modenese e a 900 in Provincia di Ferrara, ospitate in strutture attrezzate, alberghi e abitazioni di parenti e amici. Hanno raggiunto l'Emilia Romagna i moduli regionali di assistenza alla popolazione messi a disposizione da Marche, Umbria, Toscana, Friuli e dalla Provincia autonoma di Trento e, per le organizzazioni nazionali, dall'Ana - Associazione Nazionale Alpini e dall'Anpas - Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze.
Migliaia le persone che da ieri si sono rivolte nei centri di accoglienza organizzati nelle scuole e nel palazzetto dello sport di Mirandola, in provincia di Modena. Oltre ai dormitori provvisori allestiti nelle scuole, i volontari della protezione civile stanno montando le tende, sotto una pioggia che non accenna a smettere. Secondo quanto riferisce il Comune la nuova tendopoli, montata nel campo sportivo, potrà accogliere circa 500 posti letto, che si sommerebbero a quelli nelle scuole. Ma Comune però vorrebbe mantenere i posti nelle scuole solo per i prossimi giorni, fino a quando non verranno fatte le verifiche di agibilità in tutti gli edifici.
Intanto la gente si affolla nei centri di accoglienza. In quello della scuola Montanari di Mirandola, dalle prime ore di questa mattina si è formata la fila all'esterno dell'edificio. All'interno si raccolgono le segnalazioni sui danni e si prendono i nominativi per il campo. Per lo più si tratta di persone che hanno passato la notte in macchina e che non vogliono tornare nelle loro abitazioni per paura o perché lesionate. I volontari riferiscono anche di persone arrivate dai comuni di San Felice e Finale che affermano di non aver trovato posto nei punti di accoglienza in quei comuni.
Dalla Toscana sono partite ieri sera per l'Emilia Romagna anche le colonne mobili delle Pubbliche Assistenze Toscane. In tutto 30 volontari con 12 mezzi, otto tende pneumatiche, un carrello cucina, una tensostruttura da adibire a spazio multiuso e mensa, un generatore di corrente, un furgone segreteria. I volontari sono arrivati a Mirandola, dove hanno portato le attrezzature per l'assistenza dei senza tetto. Dopo aver montato il campo base nell'area assegnata, i volontari sono ora a disposizione del dipartimento per l'attività da svolgere.
La Colonna della Protezione civile toscana ha mobilitato a tal fine le seguenti risorse: 46 mezzi, 2 gruppi elettrogeni di grande potenza, 3 torri faro, 2 tende sociali da 288 e 144 metri quadri, 1 cucina da campo su container, 1 carrello cucina, 3 moduli bagno su container, 1 tensostruttura per sala mensa con tavoli e panche, 1 modulo dispensa. Il Servizio sismico della Regione Toscana ha inoltre già inviato 5 rilevatori danni in grado di stabilire l'agibilità delle abitazioni colpite dal sisma e altri 15 arriveranno nella zona domani. I volontari fanno parte del Comitato Operativo Regionale del Volontariato (CORV, costituito da Anpas Toscana, Misericordie toscane, Croce Rossa Italiana e dai volontari Antincendi Boschivi) e del sistema di Protezione civile delle Province toscane che comprende anche altre associazioni di volontariato.
Aiuti arrivano anche dal Friuli, da Venezia, dalla provincia di Arezzo. Sono oltre 600 i servizi svolti dai Carabinieri nelle ultime 24 ore nelle tre province emiliano coinvolte dal sisma: Bologna, Modena e Ferrara. Migliai le richieste di intervento e assistenza pervenute al 112. Per fronteggiare meglio l'emergenza, l'Arma ha fatto confluire uomini e mezzi da fuori regione. In particolare, fin dalla notte, insieme agli oltre mille uomini delle stazioni e compagnie territoriali, sono già impegnati in operazioni di assistenza, soccorso e pattugliamento antisciacallaggio i carabinieri dei battaglioni mobili di Bologna, Mestre, Milano e Firenze, più 2 elicotteri dei nucleo di Forlì, unità cinefile inviate da Bologna e un'unità sanitaria mobile del comando Legione. I carabinieri sono impegnati inoltre nella tutela del patrimonio storico-culturale e artistico che ha subito un pesantissimo colpo.









Sfoglia qualche pagina














