Sulle pensioni i sindacati ritrovano l'unità. Il 13 aprile Cgil Cisl e Uil scendono in piazza a Roma contro "l'intervento disastroso sulle pensioni", per il nodo della "platea di esodati", e sul "tema delle ricongiunzioni onerose".
“Ogni giorno che passa – sostiene Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil con delega ai problemi previdenziali e del welfare – diventa più chiaro ed evidente quanto la riforma delle pensioni sia profondamente iniqua, priva di qualsiasi gradualità, pensata e fatta esclusivamente per fare cassa”.
“Non importa poi che a pagarne i prezzi siano le donne, i giovani, i lavoratori, i pensionati – dice la dirigente della Cgil – per noi, però, la partita delle pensioni non è chiusa. È urgente affrontare subito la drammatica situazione di quelle lavoratrici e quei lavoratori che si trovano oggi senza lavoro, con gli ammortizzatori sociali conclusi o in via di conclusione, senza reddito e lontani dalla pensione. Così come va risolta l'assurda situazione di chi, pur avendo versato i contributi in gestioni previdenziali diverse, si vede costretto a sborsare cifre elevatissime per far valere e riunificare la contribuzione versata”.
“C'è poi da ricordare – conclude Lamonica - che le nuove misure sulla previdenza hanno portato l'età di pensionamento oltre i 70 anni, ma hanno praticamente vanificato la recente normativa sui lavori usuranti, peraltro già ampiamente insufficiente. Ciò non è possibile. I lavori, infatti, non sono tutti uguali: ci sono lavori più gravosi di altri”.









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