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Camusso: “Dal governo solo lacrime di coccodrillo”

altIl ministro del welfare Elsa Fornero al forum di Confcommercio difende le misure sul lavoro e si dice rammaricata per il fatto che non è stato trovato un accordo. Immediata la risposta di Susanna Camusso che è stata applaudita dalla sala: “Dal governo solo lacrime di coccodrillo”


Rammarico per una riforma non pienamente condivisa, ma anche convizione che si tratti di una buona riforma: il ministro del Welfare Elsa Fornero è intervenuta in apertura del forum di Confcommercio a Cernobbio parlando della riforma del mercato del lavoro approvata ieri dal Consiglio dei ministri attraverso la formula di un disegno di legge "salvo intese". Ora la partita si sposta in Parlamento, che, evitata la decretazione d'urgenza, avrà la possibilità di modificare il testo. Mentre dal Quirinale arriva una rassicurazione che è più una speranza: non ci saranno licenziamenti facili.

Nel suo intervento, il ministro Fornero ha difeso le misure varate dal governo, a partire dall'articolo 18: non c'è nessun motivo per creare tensioni sociali, ha detto Fornero, "perché non sono stati calpestati diritti". La modifica, continua,  "non ci sembra sia un cambiamento che travolge i diritti. Non è un motivo per creare gravi tensioni sociali".

Il rammarico di Fornero non convince Susanna Camusso: il governo "aveva tutte le condizioni per non doversi rammaricare, le trovo un po' lacrime di coccodrillo", ha detto il segretario generale della Cgil a margine del forum, annunciando una linea dura: nessun passo indietro sullo sciopero. Il pacchetto di 16 ore proclamato a margine della discussione sulla riforma del lavoro è confermato, dice il segretario della Cgil, "semmai è evidente che bisogna rafforzare di molto". Perché, continua, "siamo di fronte a un governo che ha scelto una strada che rende dispari i diritti". "Mi sembra - ha aggiunto - esattamente l'opposto di un'idea di unità e coesione del Paese".

Sulle tensioni sociali, Camusso invita a un "bagno di realtà". Ci sono e ci saranno tante reazioni nel Paese, segno che "la vera violazione, il vero vulnus che è intervenuto è che si continua nell'idea che si può dividere il Paese", ha aggiunto. Camusso ha apprezzato l'impegno del governo rispetto all'Europa ma sull'articolo 18 "ci colloca con la Grecia". "E credo - ha aggiunto - che questo sia un errore".

Durante il suo intervento, interrotto due volte da applausi in platea, Camusso ha avuto parole dure nei confronti della riforma: "Non crea un posto di lavoro che sia uno" e non contribuisce alla crescita, dice.  "Non sono le regole a mettere in moto la crescita ma gli investimenti", aggiunge Camusso.

Riguardo all'articolo 18, con il mancato reintegro per i licenziamenti economici illegittimi "si è costruita una ingiustizia. Crea incertezza per lavoratori e questo è un fattore di non competitività e produttività del sistema", attacca. Annuncia che le soluzioni del governo in materia di licenziamenti verranno "contrastate con tutte le nostre forze" e sintetizza: sull'articolo 18 "si è costruita una grande ingiustizia. Se un licenziamento è illegittimo la sanzione deve essere la stessa qualunque sia la ragione", ribadendo quindi il no della Cgil aIl'indennizzo per i licenziamenti di natura economica.

Sugli ammortizzatori si potevano fare cose diverse, continua la leader della Cgil, visto che "siamo lontani dalla universalità che ci viene proposta". Un'altra botta per i lavoratori arriverebbe dall'aumento dell'Iva, che determinerebbe "uno straordinario peggioramento" della loro vita, e anche delle aziende.

Subito dopo è intervenuto Corrado Passera: Iva, aumento inevitabile se non si trovano risorse. Il peggio è passato ma non siamo ancora fuori dalla crisi, dice dal palco del forum il ministro Corrado Passera. "Quando 6-7 milioni di persone hanno paura per il loro futuro, questo ci dà il senso dell'urgenza del lavoro che dobbiamo fare. Arriviamo da 10 anni di non crescita, cose di breve termine dunque non sono sufficienti e dobbiamo prenderci l'onere di riforme strutturali. "Dobbiamo prenderci l'onore di fare cose strutturali e dure", ha detto il ministro dello sviluppo economico. "Non ci sono ricette facili".

Ma il Paese non è destinato al declino. "Abbiamo leve che altri non hanno più e possiamo tornare a una crescita sostenuta e sostenibile che crea occupazione", dice il ministro dello sviluppo economico. Riguardo alle misure adottate, Passera ricorda come l'austerità da sola non basti, ma se non c'è non ci sarà il resto. "L'austerità fa male nel breve termine, ma è necessaria per garantire crescita nel tempo".

Riguardo all'Iva, cui ha fatto riferimento Camusso, per Passera un aumento sarà inevitabile se non si dovessero trovare altre fonti per reperire le risorse necessarie. "Si è dovuto mettere l'Iva da un certo punto dell'anno in avanti" ha spiegato. "Se si trovassero delle altre fonti strutturali per evitare questo - ha aggiunto Passera - sarebbe meglio". "E' quasi automatico, se non troviamo altre forme - ha continuato -, c'è un impegno di tutti per evitare che questo succeda". Il governo, dice infine il ministro, è convinto delle proposte che andrà a fare al Parlamento, che ha l'ultima parola. "Cercheremo di esser molto convincenti".
(24 marzo 2012)


 
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