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Lavoro, Italia in rivolta

altScioperi da Nord a Sud contro i «licenziamenti facili» voluti dal governo Monti. L'esercito dei lavoratori italiani è sceso in piazza in difesa dell'articolo 18. Nel giorno dell'approvazione del testo al consiglio dei ministri, la Cgil ha chiamato alla mobilitazione in vista dello sciopero generale. Alla protesta di oggi e di ieri hanno aderito spontaneamente anche le altre sigle sindacali.

Dieci anni dopo la maxi-manifestazione contro le ipotesi di modifica dell'articolo 18 paventate dall'allora governo Berlusconi, stavolta i lavoratori delle fabbriche e dei cantieri hanno deciso di incrociare le braccia contro l'esecutivo di tecnici guidato da Mario Monti e dal ministro del Welfare, Elsa Fornero. Picchetti e presidi sono stati organizzati in tutta Italia, con blocchi della viabilità e scioperi in tantissime Regioni (guarda la cronistoria dei tavoli della trattativa).

SCIOPERO DI FINCANTIERI A PALERMO. Quattro ore di sciopero sono state indette dalle Rsu di Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal del cantiere navale di Palermo, con presidio davanti ai cancelli e un blocco stradale che ha paralizzato il traffico nella zona del cantiere. Il segretario provinciale della Fiom, Francesco Piastra, ha spiegato che all'iniziativa unitaria «hanno aderito tutte le sigle sindacali, un segnale importante di compattezza perché sui diritti fondamentali non ci si può dividere. E non lo faremo».

INIZIATIVE IN TUTTA LA SICILIA. La Cgil è stata molto attiva in Sicilia, dove sono state proclamate diverse iniziative a difesa dell'articolo 18 attraverso sit-in presso la prefettura di Agrigento, mentre davanti alla prefettura di Messina si sono dati appuntamento i lavoratori della Triscele (ex Birra Messina).
L'agroindustria invece ha avviato un'azione di volantinaggio ai caselli autostradali messinesi e l'esecutivo della Camera del lavoro di Catania. Per il 24 marzo è stato fissato l'esecutivo della Cgil di Siracusa, per decidere le ulteriori iniziative da mettere in pratica.
Lunedì 26 è in programma l'assemblea dei metalmeccanici della Cicli Lombardo Spa di Buseto Palizzolo (Trapani) in vista dello sciopero generale. Infine mercoledì 28, a Palermo, è in agenda un dibattito su giovani e precariato.

SCIOPERO FINCANTIERI A CASTELLAMMARE DI STABIA. Anche le attività dei cantieri navali di Castellammare di Stabia (Napoli) sono state bloccate per due ore da parte dei lavoratori Fincantieri locali. Tutte le organizzazioni sindacali di categoria (Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal) sono unite nella protesta. Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, ha spiegato: «È una decisione che nasce dopo le chiusure manifestate dal governo di fronte a chi aveva apprezzato i provvedimenti sugli ammortizzatori sociali. Sull'articolo 18, invece, non è stata accolta nessuna modifica. Già c'era un forte disagio tra i lavoratori. Se il parlamento non dovesse accogliere le modifiche sui licenziamenti economici, rischia di aprirsi un problema di tenuta sociale tra i lavoratori».

CHIAVARI, LAMES IN SCIOPERO. In Liguria, precisamente a Chiavari, è in corso lo sciopero della Lames, la seconda più importante azienda del Golfo del Tigullio, che ha seguito quello della Fincantieri di Riva Trigoso. La manifestazione è stata organizzata dalle rappresentanze sindacali di Fiom Cgil e Fim Cisl. Assente, invece, la Uilm. Qui i lavoratori hanno incrociato le braccia per quattro ore in ogni turno.

PISA, VIABILITÀ BLOCCATA DA OPERAI ASSO WERKE. Gli operai della Asso Werke, azienda metalmeccanica di Fornacette, hanno bloccato la viabilità lungo la statale Tosco Romagnola a Calcinaia (Pisa). Lo sciopero è stato indetto dalle Rsu in modo unitario. Il corteo ha avuto forti ripercussioni per il traffico: la zona interessata, infatti, è un punto cruciale per la circolazione e la protesta è avvenuta apposta in orario di punta. C'è stato anche un momento di tensione tra alcuni operai e un passante.

TORINO, SCIOPERO ALLA GRAZIANO. I dipendenti della Graziano di Torino hanno scioperato per quattro ore, percorrendo in corteo corso Francia, in un'agitazione promossa unitariamente dai delegati di Fiom-Fiom-Uilm. Vittorio De Martino, della segreteria provinciale della Fiom, ha commentato: «Il governo affronta la crisi punendo e mortificando i lavoratori quando sarebbe necessario creare le condizioni per il rilancio industriale e occupazionale del Paese, in un momento in cui la disoccupazione continua a mordere. Nella zona di Collegno, con le difficoltà di aziende come De Tomaso, Lear o Saturno, siamo in presenza di una perdita continua di posti di lavoro».

BRACCIA INCROCIATE A MONFALCONE. Infine a Monfalcone (Gorizia) ci sono stati scioperi alla Ansaldo Sistemi Industriali. Oltre al blocco del 23 marzo, sono state organizzate le azioni dei prossimi giorni. Sempre a Monfalcone, sono state due le ore di sciopero proclamate unitariamente dalle Rsu Fim-Fiom-Uilm allo stabilimento Fincantieri, con presidio delle portinerie.


TRE MORTI SUL LAVORO

Le notizie che oggi vengono dal mondo del lavoro sono anche drammatiche. Mentre c'è chi sciopera per difendere il proprio diritto a lavorare, c'è chi muore. Sono due facce di uno stesso problema: il bisogno di lavoro e di lavoro sicuro.

UN OPERAIO TUNISINO di 42 anni è morto nell'azienda Dueco costruzioni meccaniche di Via Berlinguer a Bibbiano.
Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, intervenuti insieme alla Medicina del Lavoro dell'Ausl di Montecchio Emilia, la vittima si trovava nel reparto carpenteria meccanica intento alla saldatura di una struttura d'acciaio di 200 chili tenuta da un montacarichi quando, per cause in corso d'accertamento, il carico ha ceduto, schiacciandolo.
L'uomo è morto sul colpo.
UOMO SCHIACCIATO DA IMBALLAGGIO DI LANA. Incidente mortale sul lavoro anche in un'azienda di Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona. Un uomo di 64 anni, Giuseppe Oxilia, titolare dell'omonima ditta che si occupa di imballaggi di lana, è rimasto schiacciato sotto il peso di due grosse balle di lana cadute da un muletto. Ancora da chiarire se a manovrare il mezzo fosse proprio il figlio di Oxilia, oggi proprietario dell'azienda. Si indaga per omicidio colposo.
AUTISTA FOLGORATO DAI CAVI ELETTRICI. Poi un autista della ditta Calabrese trasporti di Torino, Alfonso Chirichiello, 51 anni, di Leinì, è morto folgorato in un cantiere edile a Chivasso. L'uomo stava spingendo la parte di una gru agganciata al cavo di un'altra gru che la stava scaricando da un autocarro. Il cavo della gru si è avvicinato troppo ai cavi elettrici che hanno fatto da ponte e una scarica da 20 mila volts ha ucciso l'uomo.

GUARINIELLO: «I CONTROLLI DEVONO AUMENTARE». Per meglio tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro «i controlli devono aumentare». Lo ha affermato Raffaele Guariniello, procuratore vicario della Procura di Torino, a margine di un convegno sul tema organizzato a Firenze. Per Guariniello è giusto «ridurre gli oneri a carico delle imprese, ma nel rispetto di certi valori come la sicurezza. Non si può transigere anche nei momenti di difficoltà economica. La vigilanza deve aumentare».
Venerdì, 23 Marzo 2012, Lettera 43

 
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