Marcia indietro del governo sui conti correnti gratis per i pensionati. Parte in avanscoperta il sottosegretario Polillo, poi il presidente Monti lo ferma: "Quella norma non è in discussione". Per lo Spi-Cgil, però, l’unico danno è stato perpetrato nei confronti dei milioni di pensionati che sono stati obbligati ad aprire un conto per farsi accreditare la pensione.
Prima del premier Monti, l'affermazione di Polillo che aveva affermato che la gratuità dei conti correnti per i pensionati che percepiscono fino a 1.500 euro è un danno per le banche, era stata subito smentita dal collega di governo Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico. Immediata anche la risposta del segretario dello Spi Cgil, Carla Cantone. “L’unico vero danno – ha detto la leader dei pensionati – è quello che è stato perpetrato dal governo nei confronti di milioni di pensionati che sono stati obbligati ad aprire un conto in banca per farsi accreditare la pensione. Di danni subiti dal sistema bancario italiano – ha aggiunto Cantone – francamente, non ne vediamo e non abbiamo mai visti. Il problema, a questo punto, è uno solo. Il governo deve scegliere da che parte stare, se da quella delle banche e dei poteri forti oppure da quella della povera gente. Se davvero si intende ritirare la norma sui conti correnti gratis che si ritiri allora anche quella che li rende obbligatori per i pensionati che riscuotono un assegno superiore ai 1.000 euro”.









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