Oggi scade il termine per consegnare i moduli con le firme della campagna “L’Italia sono anch’io”. I pacchi vanno consegnati alla Cgil nazionale, corso Italia 25 00198 Roma. La petizione serve a richiere una nuova legge sulla cittadinanza.
I due testi di legge d’iniziativa popolare depositati in Cassazione sono stati sottoscritti dalle organizzazioni promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io” per i diritti di cittadinanza e di voto delle persone di origine straniera. Primo firmatario è il sindaco di Reggio Emilia. Da quel momento ha preso il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento.
Le due proposte di legge assegnano un ruolo di primario rilievo allo ius soli, cioè il diritto di essere cittadini del nostro paese a partire dal luogo nel quale si nasce e non dalla discendenza di sangue (ius sanguinis). La cittadinanza viene a definirsi come diritto soggettivo e legittima aspirazione delle persone a partecipare a pieno titolo alla vita della comunità, dopo un periodo di soggiorno legale sul territorio.
L’attuale legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio 1992, n. 91) prevede tre possibilità per gli stranieri: la cittadinanza per nascita, per naturalizzazione, per matrimonio.
La proposta di legge della campagna “L’Italia sono anch’io” introduce, appunto, lo ius soli: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante, il quale ne faccia richiesta. In secondo luogo, prevede che siano italiani i nati da genitori nati in Italia, a prescindere dalla condizione giuridica di questi ultimi: un principio che va a risolvere situazioni paradossali di bambini che nascono da adulti nati in Italia, ma non italiani, riproducendo una condizione di limbo. Si prevede inoltre che possano diventare italiani con la maggiore età, se ne fanno richiesta entro due anni, i bambini nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno o entrati in Italia entro il decimo anno di età, che vi abbiano soggiornato legalmente. Inoltre, su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che hanno frequentato un corso di istruzione.
Infine mettendo in atto un principio contenuto nella Convenzione di Strasburgo del 1992, si propone che il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, provinciali, concernenti le città metropolitane e le Regioni è garantito anche a chi non sia cittadino italiano, quando abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia.







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