Una marea di reclami sta inondando gli sportelli delle associazioni dei consumatori. Si tratta di vere e proprie truffe ai danni degli utenti di energia elettrica. I responsabili sono le compagnie senza scrupoli che offrono condizioni che poi si rivelano mendaci. E a farne le spese sono soprattutto i pensionati.
Nel 2010 sono stati presentati complessivamente centomila reclami da parte di chi ha cambiato il fornitore. Entro la fine del 2011 si stima che ne verranno depositati centocinquantamila agli sportelli delle associazioni dei consumatori e al numero verde dell’Acquirente unico. Basta un rapido calcolo per scoprire che l’aumento dei casi in dodici mesi è stato del 50 per cento. E la tendenza non accenna a fermarsi. Vediamo che sta succedendo.
I bersagli più facili?
I pensionati: chi suona ai citofoni dei condomini durante il giorno, spesso li trova in casa, disponibili ad aprire la porta e ad ascoltare. Agenti di vendita a dir poco spregiudicati che propongono «una revisione del contratto energetico» invece di parlare chiaramente di offerte commerciali. Altri sedicenti venditori che promettono risparmi non meglio quantificati e che chiedono una firma senza esporre tutte le condizioni contrattuali.
Le tecniche dei venditori
È proprio sul filo sottile delle parole che si muove spesso la truffa. La casistica è varia e ha diverse sfumature. Si va dai contratti che non sono mai stati sottoscritti dall’utente – che riportano quindi una firma cosiddetta apocrifa – a quelli in cui la firma è stata sottratta con l’inganno, fino alla nuova utenza intestata a una persona morta.
Di recente il giudice di pace di Benevento ha condannato Enel Energia e altre due società ad annullare le bollette e a pagare le spese legali per l’attivazione non richiesta di una fornitura di gas per un cliente che in realtà era deceduto. È un caso paradossale, certo, ma non è l’unico. Le aziende distributrici, Eni, Edison, Sorgenia, Acea, solo per fare alcuni esempi, danno l’incarico ad agenzie di vendita che operano porta a porta o con il marketing telefonico, le quali subappaltano a filiali locali che non sempre si comportano come dovrebbero.
Lo sfruttamento dei giovani
«Gli agenti commerciali sono generalmente giovani disoccupati, che formalmente non sono dipendenti di nessuno e percepiscono un compenso molto modesto – spiega Mauro Zanini, vicepresidente dell’associazione Ferconsumatori, che segue diverse centinaia di casi nelle sue sedi in tutta Italia –. Dai dieci ai quindici euro per ogni contratto chiuso, a seconda del territorio dove operano, in Sardegna addirittura sette euro». Per sopravvivere questi ragazzi sono spinti, diciamo così, a forzare la mano, cioè a dare informazioni incomplete se non addirittura false e a volte a compiere anche piccoli reati come falsificare le firme. «Il problema – spiega Zanini – è che dall’altra parte ci sono persone che quando rimangono vittime di queste truffe finiscono per non dormire la notte. E hanno paura che vengano loro tagliati la luce o il gas in caso di mancato pagamento della bolletta».
Come difendersi
Ma come si fa a scoprire di essere stati raggirati? Quando arriva la prima bolletta del fornitore subentrante, oppure quando la vecchia società effettua una comunicazione ufficiale che ha ricevuto una richiesta di passaggio, o, ancora, quando si incappa nella doppia fatturazione. In tutti i casi, il primo passo è non farsi prendere dal panico ma presentare denuncia allo sportello per il consumatore di energia dell’Acquirente unico (numero verde, e-mail e indirizzo per i reclami nel box alle pagine precedenti).
Se si vuole andare sul sicuro ci si può rivolgere a un’associazione dei consumatori, che invierà una raccomandata con ricevuta di ritorno con cui si chiede l’annullamento del contratto e il ritorno al vecchio fornitore senza oneri per l’utente.
«Come associazioni dei consumatori abbiamo elaborato un documento unitario che abbiamo sottoposto all’autorità per l’energia elettrica e il gas – spiega Zanini –, con cui chiediamo interventi regolatori e misure preventive, sanzionatorie e risarcitorie per ostacolare le pratiche commerciali scorrette e facilitare l’indennizzo dell’utente. In particolare, un osservatorio sul fenomeno e un albo delle agenzie commerciali, affinché le attività di vendita siano maggiormente controllate». Nel frattempo, ecco come combattere le truffe. Quando qualcuno suona alla porta e chiede di entrare, accertarsi della sua identità e per quale società lavora. Tenere ben presente che nessuna azienda manda in giro incaricati per raccogliere soldi. Se si decide di aderire a un’offerta fuori dai locali commerciali, c’è il diritto al ripensamento, entro dieci giorni. Non firmare mai nulla spinti dalla fretta, leggere con attenzione le clausole, che possono essere inique. Infine, se arriva una bolletta di una società diversa da quella abituale, meglio non perdere tempo e reclamare subito.







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