SEI QUI: Home Archivio News Liberetà Monti si sta infognando sull'art.18
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Cerca

Liberetà

Monti si sta infognando sull'art.18

Monti e Fornero si stanno infognando nell'articolo 18. I sondaggi dicono che gli italiani, al contrario di loro, non lo ritengono la causa di tutti i malanni dell'Italia. Quello che tiene lontano gli investimenti esteri dal nostro paese è che da noi, per civiltà, non si arriverà mai a produrre come in Cina, senza diritti, con paghe di fame e senza democrazia.


Eppure Monti si sta infognando nell'articolo 18. Oggi anche Scalfari, che pure ne ha fatto tante volte le lodi per la sobrietà e la lungimiranza, questa volta prende le distanze. Monti pre esempio ha detto che i mercato vogliono cancellare l'articolo 18. Secondo Scalfari «i mercati se ne fregano, visto che fino a un anno fa lo spread oscillava tra i 100 e i 150 punti nonostante che l'articolo 18 fosse in vigore». Monti ha detto che in Italia c'è stato troppo “buonismo sociale”. Scalfari gli fa notare che «l'immenso debito pubblico accumulato negli anni Ottanta e mai affrontato con serietà per ottenerne la diminuzione, salvo la notevole riduzione ottenuta da Ciampi e da Prodi che però fu rapidamente dissipata da Berlusconi e Tremonti, non si può attribuire al buon cuore, bensì alla preferenza di quei governi di scaricare sulle future generazioni l'onere d'un bilancio in pareggio da ottenere attraverso il fisco. Meglio indebitarsi che tagliare la spesa o far pagare le imposte. Questo non è buon cuore ma furba demagogia».
Se pure Scalfari avverte Monti a non usare argomenti inconsistenti e di badare alla ciccia piuttosto che all'apparenza, vuol dire che il governo dei tecnici sta imboccando una china politica che potrebbe rivelarsi una deriva talmente pesante da farlo naufragare in qualche scoglio parlamentare.
Rosy Bindi per esempio avverte Monti e Fornero. «Se dovessimo accorgerci – dice la pasionaria del Pd – che la riforma dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali non era che un altro nome per il ridimensionamento del ruolo delle rappresentanze sociali, la conclusione potrebbe essere che non c'era bisogno di chiamare in servizio la bravissima professoressa Fornero. Poteva bastare il ministro Sacconi». Ma gli altolà del Pd vengono anche dal bersaniano Cesare Damiano, dal cattolico Beppe Fioroni.
Fino ad oggi Monti ha detto di voler misurare l'efficacia della sua azione di governo dalla resistenze che incontra. Non è questo il problema signor primo ministro. Il problema è far male alle persone. Se è a fin di bene ci si può stare. Ma se è per vendetta di una classe (banchieri, imprenditori, speculatori di borsa e quant'altro) su un'altra classe (lavoratori dipendenti, pensionati, agricoltori, trasportatori e tassisti) allora le resistenze potrebbero essere tali da rendere obbligatorio il ricorso alle elezioni. Perché almeno sia il popolo italiano a dire da che parte andare.


 
E-mail Stampa PDF

Utenti Registrati







Archivio News

Powered by mod LCA

Anno 2011 - Dicembre

Anno 2011 - Novembre

Anno 2011 - Ottobre

Anno 2011 - Settembre

Anno 2011 - Luglio Agosto

Anno 2011 - Giugno

Anno 2011 - Maggio

Clicca per sfogliare qualche pagina      





          Sfoglia qualche pagina


Anno 2011 - Aprile

Anno 2011 - Marzo

Anno 2011 - Febbraio

Anno 2011 - Gennaio