Il posto fisso? «Che monotonia». Non parla per sé il presidente del consiglio che ha fatto il professore universitario “fisso” e ora è senatore a vita. Parla per i nostri ragazzi che non hanno uno straccio di lavoro, parla per gli operai da licenziare, per le cassiere del supermercato che dovranno lavorare di domenica in nero e sottopagate. Dal web arriva una salva di fischi. Bocciato dal sindacato!
«I giovani – dice col suo stile sobrio – devono abituarsi all'idea che non avranno il posto fisso». Una frase fatta scivolare nel corso della conversazione con Alessio Vinci a Matrix, negli studi televisivi di Berlusconi, che ha fatto arrabbiare tutta l'Italia che lavora.
Alla vigilia del secondo incontro con i sindacati sulla riforma del mercato del lavoro Mario Monti ripete il suo mantra liberista: «Bisogna modificare il sistema di flessibilità in entrata e in uscita». E annuncia l'intenzione di mettere mano alla politica del lavoro, anche a costo di dover intervenire sulle regole di licenziamento. Sì, perché l'articolo 18 per Monti ha determinato «un terribile apartheid» (nientemeno! Bisogna chiamare Mandela allora!). Per cui i giovani, per evitare l'apartheid, devono «abituarsi all'idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia – afferma – È bello cambiare e accettare delle sfide».
Le dichiarazioni del presidente del consiglio hanno fatto arrabbiare tutta l'Italia che lavora. Sul web si rincorrono le battutacce. «Precari per tutta la vita? Ma che noia e che monotonia» ironizzano i twitter della Cgil. Certo con la «disoccupazione oltre l'11%, un giovane su tre disoccupato, due su tre al Sud. Quanto tempo libero, chissà come si annoiano e che monotonia».
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso invita invece Monti a non fare battute: «Indichi piuttosto quale strada intende intraprendere. In questo momento in Italia ci sono migliaia di persone che sarebbero felici di annoiarsi e non possono perché stanno disperatamente cercando un posto di lavoro». Raffaele Bonanni della Cisl: «Chiediamo al governo maggiore cautela nelle dichiarazioni», aggiungendo che pensare di abolire un simbolo come l'articolo 18 «sia un modo per coprire le inefficienze del sistema con effetto devastante sulla gente». Il segretario della Uil, Luigi Angeletti: «Monotonia del posto fisso? Io penso allo stress di chi non ha lavoro».
«È stata una delle peggiori performance televisive del presidente del Consiglio Monti – ha detto Nicola Latorre, vicepresidente gruppo Pd al Senato – . Teorizzare che la società non è dinamica perché c'è l'articolo18 e c'è il posto fisso è una sciocchezza. Teorizzare che il posto fisso è noioso credo sia discutibile e io non la penso proprio così».
Sul sito nazionale dello Spi Cgil lanciano un elenco, breve e assolutamente parziale, delle cose che sono davvero monotone nel nostro paese. Per esempio «la disoccupazione giovanile, che riguarda milioni di giovani, la precarietà come unica prospettiva occupazionale, il lavoro sommerso che li priva di un futuro previdenziale, i bassi salari che impediscono loro di avviare un percorso di vita indipendente, l’assenza di regole e il non rispetto dei contratti di lavoro».







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