Cinque proposte da sottoporre al governo e alle forze politiche per rendere il sistema previdenziale più equo e per garantire il futuro pensionistico ai giovani. Le ha presentate Ivan Pedretti al Comitato direttivo nazionale dello Spi che si è riunito a Roma nei giorni scorsi.
Si parte dal tema della rivalutazione e della difesa del potere d’acquisto di tutte le pensioni e non solo di quelle basse. A tal fine la proposta illustrata dal segretario nazionale Ivan Pedretti, è di una nuova perequazione, non più limitata alla dinamica dei prezzi ma definita indicizzando la quota di pensione pari al trattamento minimo del Pil nominale.
Lo Spi è, inoltre, contrario alla riduzione della contribuzione in favore della previdenza integrativa, che non avrebbe altre conseguenze che l’indebolimento della pensione pubblica e la sottrazione di risorse all’Inps.
Per dare certezze al futuro pensionato occorre, piuttosto, rivedere il calcolo dei coefficienti, che non può più avvenire sull’intero montante accumulato.
Il sistema auspicato dovrà portare ogni pensionando a sapere quando andrà in pensione in base alla sua data di nascita e quale sarà la quantità della sua pensione.
Bisogna prevedere, inoltre, un riconoscimento economico e non solo figurativo per coprire i periodi di discontinuità contributiva determinata dal lavoro flessibile e precario.
L’ultima proposta riguarda, invece, l’accorpamento degli enti previdenziali e la nascita del Super-Inps. A tal proposito lo Spi-Cgil ritiene che sia indispensabile pensare a nuovi organismi di rappresentanza al suo interno che abbiano più poteri di controllo e anche di gestione.







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