SEI QUI: Home Archivio News Liberetà Lo Spi ricorda Pio Galli
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Cerca

Liberetà

Lo Spi ricorda Pio Galli

alt«Raramente capita che la vicenda umana e professionale di un uomo si intrecci con quella di una classe e, attraverso questa, un intero Paese». Tino Magni, dirigente storico della Cgil di Lecco ricorda così la figura di Pio Galli nel corso della commemorazione che ha avuto luogo oggi a Roma, a latere dei lavori del comitato direttivo dello Spi, poche settimane dopo la sua scomparsa. Tra i relatori: Susanna Camusso, Maurizio Landini, Antonio Pizzinato. Ha coordinato il dibattito Carla Cantone.


Pio Galli, che fu segretario generale della Fiom dal 1977 al 1985 dopo Bruno Trentin, da tempo era malato e ricoverato alla clinica Mangioni di Lecco, dove si è spento a 85 anni nel tardo pomeriggio del 13 dicembre, lasciando la moglie Gina e i figli Ivan e Laika.
Il segretario generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, all’inizio della commemorazione, ha ricordato le principali tappe che hanno scandito la sua militanza sindacale e politica che si consuma nell’arco di cinquant’anni di storia nella seconda parte del Novecento: partendo dalla guerra partigiana che lo vede impegnato nell’organizzazione degli scioperi del marzo 1943 e in quella che era chiamata la «polizia popolare» quando gli fu assegnato il compito di fare la scorta a Winston Churchill, che nel settembre del 1945 si trovava a Menaggio (Como).
Appena terminata la guerra Pio Galli viene assunto nell'acciaieria Arlenico Caleotto di Lecco. Ed è qui che inizia la sua militanza sindacale, come ha ricordato molto bene il senatore Antonio Pizzinato, che visse con lui momenti cruciali della vita della Fiom degli anni Cinquanta nel triangolo Milano, Lecco, Brescia. Il giovane capo operaio diventa subito rappresentante della Commissione interna. Fu licenziato per rappresaglia dalla sua azienda per aver organizzato uno sciopero contro la legge truffa. Subito dopo di lui fu licenziata tutta la commissione interna. Pizzinato ha ricordato che in quegli anni furono licenziati per rappresaglia 520 mila operai. A quel tempo non c’era la legge sui licenziamenti per giusta causa e non c’era ancora l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Pio Galli diventa segretario della Fiom di Lecco e poi di Brescia. In quel posto di responsabilità porta idee nuove. È un convinto sostenitore della contrattazione delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il Pci in quegli anni è profondamente contrario a questo strumento sindacale. E nella Cgil di Di Vittorio è un argomento che suscita profonde divisioni. Un’altra sua dote che inizia a sperimentare è quella di scopritore di delegati sindacali giovani. "Se si vuole costruire la nuova fase –era solito dire – bisogna inserire i giovani nella vita del sindacato”. Angelo Airoldi è uno di quei giovani che lui porta nella Fiom. Queste due profonde convinzioni ha modo di metterle in pratica lungo tutta la sua carriera sindacale che si conclude come segretario generale della Fiom subito dopo Bruno Trentin. Un episodio importante di questo periodo fu l’organizzazione della manifestazione dei metalmeccanici del 2 dicembre 1977, quella che il disegnatore satirico Forattini raffigurò con un Enrico Berlinguer, il segretario del Pci che sostenne il compromesso storico con la Dc, in vestaglia e pantofole mentre sotto la sua finestra sfilavano i metalmeccanici della Flm. L’unità sindacale e l’autonomia erano talmente forti in quel periodo che i sindacalisti comunisti, come Pio Galli, ebbero il coraggio di rinunciare alle direttive del partito per coerenza con le loro idee.
Nel 1980 Pio Galli è stato protagonista della lunga vertenza alla Fiat, che si concluse con la marcia dei 40mila e la bruciante sconfitta del sindacato. Quella vertenza segna lo spartiacque, dirà Galli, tra la fase che ha visto il sindacato momento propulsore delle rivendicazioni contrattuali a quella opposta che da lì in poi ha segnato una progressiva riconquista da parte del padronato del ruolo di potere nei luoghi di lavoro e nella società. Da lì in poi la classe operaia perde la sua funzione egemone e viene costretta in un ruolo difensivo che viene attaccato sistematicamente ad ogni rinnovo contrattuale e, a parte qualche eccezione, con ogni nuovo governo.
Da questo preciso punto di arrivo sintetizzabile nel berlusconismo sociale prende l’avvio la fase odierna. E da qui, come hanno detto con proprie accentuazioni, il segretario della Cgil Susanna Camusso e il segretario della Fiom Cgil Maurizio Landini, bisogna ripartire per invertire la rotta che ha portato allo strapotere dei poteri forti e allo spezzettamento di classe che incide profondamente sullo stato delle relazioni industriali e sindacali. Il fatto che la Fiom sia stata buttata fuori dalle fabbriche Fiat, ha sottolineato Landini, dice che siamo nel punto più basso mai toccato dall’unità sindcale e dall’imposizione di un modello d relazioni industriali che può fare persino a meno della mediazione sindacale.
Due sono le questioni che possono oggi far ripartire col piede giusto un auspicabile cambio di fase, ha detto Susanna Camusso. La prima riguarda la democrazia sia nei luoghi di lavoro sia nella società. Senza regole e forme di rappresentanza hanno presa facile i diktat di Marchionne e la serrata dei Tir. Così come su scala europea e mondiale hanno partita vinta le agenzie di rating e la finanza speculativa. La seconda riguarda il welfare. Il liberismo cancella i diritti dello stato sociale e consegna la difesa del singolo individuo alla sua capacità individuale di assicurarsi il futuro. "Sconfiggere questo disegno – ha detto Susanna Camusso – si può fare in un solo modo. Evitare di difendere l’esistente così com’è ma cercare di cambiarlo tenendo fede a un impegno di solidarietà di classe e tra le generazioni”.


 
E-mail Stampa PDF

Archivio News

Powered by mod LCA

Indirizzi Utili

Anno 2011 - Dicembre

Anno 2011 - Novembre

Anno 2011 - Ottobre

Anno 2011 - Settembre

Anno 2011 - Luglio Agosto

Anno 2011 - Giugno

Anno 2011 - Maggio

Clicca per sfogliare qualche pagina      





          Sfoglia qualche pagina


Anno 2011 - Aprile

Anno 2011 - Marzo

Anno 2011 - Febbraio

Anno 2011 - Gennaio