La crisi costa 8 mila euro a ogni lavoratore in cassa integrazione a zero ore. Sono mezzo milione a trovarsi in questa precaria condizione economica. Vincenzo Scudiere (Cgil): «Il governo si muova: occorre una politica industriale».
Mezzo milione di lavoratori in cassa Integrazione a zero ore costretti a rinunciare a 8 mila euro in meno in busta paga, pari a un taglio complessivo di 3 miliardi e 650 milioni. È il bilancio degli effetti determinati dalla cassa integrazione per tutto il 2011 secondo l'elaborazione dei dati Inps da parte dell'osservatorio Cig del dipartimento settori produttivi della Cgil.
Complessivamente lo scorso anno sono state registrate poco più di 950 milioni di ore di cig (1,2 miliardi il record registrato nel 2010) per un totale di 3,4 miliardi di ore negli ultimi tre anni di crisi che hanno determinato una riduzione del reddito primario di 48 miliardi di euro, solo in parte coperto dai trasferimenti dell'Inps che hanno di fatti compensato solo il 40%. Sul fronte lavoro, invece, le persone coinvolte a vario titolo dalla percezione di ammortizzatori sociali sono state oltre 4 milioni.
«Siamo arrivati a un punto limite della tenuta del sistema rispetto all'andamento della crisi, come dimostrano le vicende drammatiche alla ribalta in questi primi giorni dell'anno, per tutte Alcoa e Fincantieri», osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, secondo cui «è determinante ormai dare una strategia industriale al paese e allo stesso tempo garantire risorse certe per gli ammortizzatori sociali, e l'estensione di questi, per fronteggiare un anno che si preannuncia difficilissimo».







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