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La Fiom fuori dalla Fiat: “Torneremo”

altLa Fiom costretta a traslocare dallo stabilimento della Fiat Mirafiori. Dalla porta 2 di corso Tazzoli sono usciti, trasportati da delegati e delegate le foto in bianco e nero di Bruno Trentin mentre parlava sulla pista della stessa Mirafiori e tutto l'archivio storico del sindacato metalmeccanici della Cgil. Maurizio Landini annuncia battaglia.

I nuovi accordi siglati dalla Fiat con gli altri sindacati esclusono, dal 1 gennaio, i rappresentanti dei metalmeccanici della Cgil, che quindi non hanno più diritto a occupare spazi propri dentro lo stabilimento. «Ma torneremo» promettono i delegati della Fiom ai propri iscritti e a tutti i lavoratori del gruppo automobilistico.
Il trasloco è avvenuto il 4 gennaio alle 14: dalla porta 2 di corso Tazzoli sono usciti, trasportati da delegati e delegate le foto in bianco e nero appese al muro della storica saletta sindacale di Mirafiori.
I delegati hanno portato via anche tanti scatoloni colmi di volantini, bandiere, attrezzature. "Non abbiamo voluto che fosse la Fiat a imballare le nostre cose, e saremo noi a riportarle dentro", ha detto Giorgio Airaudo, responsabile nazionale Fiat per la Fiom.
Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, annuncia le iniziative per il prossimo anno del sindacato dei metalmeccanici della Cgil. "Abbiamo già deciso una grande manifestazione nazionale a Roma sabato 11 febbraio. Ma anche per la difesa del contratto, della democrazia e del lavoro. E abbiamo intenzione di presentare delle proposte per uscire dalla precarietà di riforma degli ammortizzatori sociali", spiega Landini.
"Abbiamo anche deciso un pacchetto di quattro ore di sciopero a gennaio per fare assemblee in tutti i luoghi di lavoro in tutta Italia e, per quello che riguarda in specifico Fiat, è partita tra i lavoratori prima di Natale una raccolta di firme per chiedere un referendum abrogativo dell'accordo che cancella il contratto nazionale. In due giorni e mezzo sono già state raccolte più di 10mila firme e questa iniziativa proseguirà anche nella prima settimana di gennaio".
Ma non finisce qui. "Il 14 del prossimo mese poi faremo l'assemblea nazionale che vede la partecipazione di tutti i delegati e le delegate del gruppo Fiat e stiamo già nominando le nostre Rsa, i nostri delegati, facendoli votare ai lavoratori e nominandoli, e qualora la Fiat non volesse riconoscerci questo nostro diritto costituzionale, alla luce anche della sentenza di Torino che ha condannato per comportamento anti-sindacale la Fiat a Pomigliano, naturalmente agiremo per vie legali”.


 
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