Conto corrente, libretto di deposito nominativo o carta ricaricabile? Non c’è altra scelta per i 450 mila pensionati che riscuotono in contanti più di mille euro: dal 7 marzo, secondo la legge n.214 del 22 dicembre, non potranno più farlo. Cosa fare allora? E, soprattutto, a che prezzo?
I tempi per scegliere sono molto stretti: nelle 450 mila lettere inviate a chi percepisce in contanti pensioni con importo superiore ai 1000 euro, l’Inps invita, infatti, gli interessati a comunicare entro il mese di febbraio le modalità di riscossione alternative al ritiro del contante.
La decisione dell’esecutivo guidato da Monti causerà una rivoluzione nella vita di tanti anziani, poco o affatto avvezzi all’uso di carte di credito, bancomat, conti correnti e operazioni online: strumenti a dir poco ostici per chi è abituato da sempre all’uso esclusivo del contante.
Dal 7 marzo, invece, anche i più restii, quelli che la carta ricaricabile proprio no, saranno costretti non solo ad aprire un conto corrente o un libretto postale ma anche a recarsi più volte in posta o in banca per ritirare quello che prima prelevavano con una sola operazione. Il rischio, per centinaia di migliaia di pensionati, è che tutte queste novità siano costretti, nell’anno dedicato all’invecchiamento attivo, ad affrontarle da soli e, probabilmente, anche a pagare per un servizio che non avrebbero mai scelto se il governo non li avesse obbligati.
Nel frattempo, gli istituti di credito stanno organizzando la propria offerta. C’è chi col lavoro si è portato avanti e chi, invece, comincia a muoversi in attesa che vengano definiti entro di 27 marzo i criteri di interpretazione di alcune norme contenute nella legge 214 del 22 dicembre. La legge vieta, infatti, di “addebitare alcun costo ai soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali”. Chi rientra in queste fasce socialmente svantaggiate dovranno deciderlo il ministero dell’Economia, Banca d’italia, Abi, Poste e le associazioni dei prestatori di servizi a pagamento. Hanno tre mesi di tempo a partire dal 27 dicembre.
Per ora solo la Posta garantisce un servizio gratuito. Tre le opzioni offerte dall’istituto guidato da Massimo Sarmi: la Inps card, una carta elettronica che consente, senza costi, di ritirare la pensione agli sportelli automatici delle Poste. La seconda opzione riguarda invece il libretto postale con carta bancomat. Anche qui niente costi aggiuntivi. La terza opzione è il conto corrente riservato agli anziani con più di 65 anni. Per il 2012 è gratuito, ma dal 2013 in poi non v’è certezza.
Le offerte delle banche. Offerte a basso costo, ma attualmente nessun servizio gratuito tra quelli proposti dagli istituti bancari. C’è chi propone libretti nominativi con un canone di un euro al mese, e chi offre conti correnti gratuiti per il 2012 ma con un costo che può raggiungere i 72 euro nel 2013. Stessa modalità anche per le carte prepagate. Niente regali, insomma. La prova? Nel 2011 il costo medio dei conti correnti dei pensionati con operatività media, nelle sei principali banche, è stato di 123, 49 euro, il dieci per cento in più rispetto al 2010.
Altro escamotage da utilizzare è quello di far accreditare la pensione sul conto di un parente diretto, per esempio un figlio. I conti però devono essere cointestati. Per far questo basta recarsi in banca e chiedere la doppia intestazione.
Attenti alle trappole. I pensionati che dovranno dire addio al prelievo in contanti – l’Inps sta lavorando anche per chiarire come potranno prelevare la pensione coloro, più di un milione di pensionati che, pur non avendo una pensione superiore ai 1000 euro, superano questa soglia quando devono sommare la pensione con la tredicesima mensilità o con un conguaglio – dovranno prestare grande attenzione a norme e codicilli, interessi e spese extra previsti dalle banche. Ci sono prelievi a pagamento che possono costare anche 2,5 euro a operazione. Per chi va in rosso con il conto, gli interessi, anche quelli “agevolati”, sono molto alti. C’è chi consiglia di leggere attentamente le informazioni sul prodotto, ma il linguaggio tecnico e il corpo minuscolo con cui il testo è scritto rende incomprensibili i contenuti. Associazioni dei consumatori e sindacati dei pensionati, che contestano le norme introdotte dal governo Monti, chiedono l’azzeramento dei costi per i pensionati che entreranno per obbligo nel circuito delle banche. Nel mezzo della grande pesca di soldi in atto nelle tasche degli italiani, soprattutto i meno abbienti, anche la ragionevolezza rischia di diventare un elemento alieno.







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