Quali sono le notizie più grosse del 2011? I giornali hanno fatto delle classifiche in base al numero di pagine che hanno occupato, i giorni in cui sono state nelle prime pagine, le più lette sui siti internet. Ecco le prime dieci classificate.
La primavera egiziana L’11 febbraio si è dimesso Hosni Mubarak. Dopo quella tunisina, era iniziata la rivolta egiziana per la democrazia: per settimane i manifestanti hanno protestato e occupato piazza Tahrir; alla fine il presidente della Repubblica, in carica dal 1981, ha ceduto alle proteste popolari.
Da allora, l’Egitto è stato governato pro tempore da un governo sostenuto da una giunta militare che il 21 novembre si è però dimesso in seguito a un’ondata di nuove proteste. Sei giorni dopo, domenica 27 novembre, i cittadini egiziani sono andati a votare per il primo turno delle elezioni parlamentari, dove hanno vinto i partiti islamici, in particolare i Fratelli musulmani, una delle principali forze di opposizione al regime di Mubarak.
Lo tsunami in Giappone Era l’11 marzo: alle 14,46 (ora locale) un terremoto di magnitudo 9, sviluppatosi al largo delle coste nordorientali giapponesi, ha generato uno tsunami che ha ucciso 20mila persone, considerando anche i dispersi, ha distrutto edifici e vie di comunicazione e ha danneggiato la centrale nucleare di Fukushima. In un primo momento le autorità giapponesi hanno sottostimato (almeno pubblicamente) l’entità e la gravità delle perdite radioattive: dopo nove mesi, le persone che vivevano nel raggio di 20 chilometri dalla centrale sono ancora sfollate, e non torneranno nelle loro case per molto tempo. Gli effetti dello tsunami non sono quindi ancora finiti.
Le nozze reali Due miliardi di spettatori hanno seguito il matrimonio del 2011, quello tra Kate Middleton e il principe William, secondo in successione al trono d’Inghilterra. Si sono sposati il 29 aprile nell’abbazia di Westminster: decine di migliaia di persone li hanno aspettati dalle strade di Londra. E poi, per la gioia dei media internazionali: le perplessità sui cappelli degli invitati, la curiosità sulla sorella della sposa Pippa Middleton, gli invitati famosi e quelli imbarazzanti.
L’uccisione di Bin Laden Quasi dieci anni dopo l’attentato alle torri gemelle di Manhattan, Osama bin Laden è stato ucciso. La notte del 1 maggio un commando di Navy SEALs, le forze speciali della marina statunitense, ha attaccato il rifugio del leader di Al Qaida. Bin Laden si nascondeva in Pakistan, soli 50 chilometri a nord di Islamabad. È morto durante lo scontro a fuoco, e il suo cadavere è stato gettato al largo del mare Arabico. La notizia è stata celebrata dal presidente Obama e da molti americani nelle città degli Stati Uniti.
L’operazione americana ha complicato i rapporti tra Stati Uniti e Pakistan: il Parlamento pakistano ha ufficialmente condannato il blitz ai danni di bin Laden.
La strage di Utøya Anders Behring Breivik, un cittadino norvegese aderente da tempo a gruppi di estrema destra, il pomeriggio del 22 luglio ha ucciso 85 persone. Prima ha fatto scoppiare una bomba nel centro di Oslo; dopo un’ora ha aperto il fuoco su decine di ragazzi, giovani laburisti che partecipavano a un campo estivo sull’isola di Utøya. 77 di loro sono morti.
La perizia psichiatrica presentata al processo il 29 novembre ha stabilito che Breivik è gravemente malato e quindi non può essere considerato legalmente responsabile dei reati commessi. Se i risultati venissero confermati da una seconda commissione scientifica, Breivik non potrebbe essere condannato al carcere.
Le sommosse inglesi Tra la sera del 6 e il 10 agosto il Regno Unito è stato attraversato da una serie di sommosse violente. Tutto è partito da Tottenham, un quartiere nel nord di Londra: una folla di persone si è riunita per protestare contro l’uccisione di un giovane tassista nero da parte della polizia. Le proteste si sono trasformate nei giorni successivi in violenze gratuite e saccheggi che si sono estesi anche a Birmingham, Liverpool, Nottingham, Manchester e Salford. Sono state arrestate più di mille persone, quasi tutti uomini, in larghissima parte minorenni.
Occupy Wall Street All’inizio fu proprio a Wall Street. Il 17 settembre centinaia di persone si sono riunite di fronte alla borsa di New York per protestare “contro l’influenza del denaro sulla politica”. I manifestanti erano stati convocati dal gruppo sovversivo di hackers Anonymous e dal movimento Adbusters. Armati di tende e sacchi a pelo, per settimane hanno occupato Zuccotti Park, finché, circa un mese dopo, la polizia ha sgomberato l’area arrestando decine di persone.
Dopo New York, proteste simili sono nate in migliaia di altre città nel mondo. Da Londra a Los Angeles, Portland, Berlino, Milano, Melbourne, il movimento è diventato globale. Come il loro slogan, “we are 99%”, e la protesta contro la distribuzione ineguale della ricchezza.
La morte di Steve Jobs Alle 2 del mattino del 6 ottobre è morto il creatore e capo di Apple. Malato di cancro al pancreas da tempo, Steve Jobs aveva 56 anni. Il 25 aprile si era dimesso dalla guida della società che aveva cofondato nel 1976, insieme al compagno di scuola Stephen Wozniak.
La fine di Gheddafi Dopo otto mesi di guerra civile e attacchi della Nato, il 20 ottobre il leader libico Muammar Gheddafi è stato ucciso dalle forze ribelli del Consiglio Nazionale di Transizione. Gheddafi era al potere da 42 anni. Ha cercato di scappare da Sirte assediata insieme ai suoi uomini, ma è stato sorpreso da un bombardamento Nato: i militari del CNT lo hanno trovato nascosto dentro una fognatura nella campagna a ovest della sua città natale. Lo hanno catturato e ucciso.
Berlusconi si dimette Le dimissioni di Silvio Berlusconi sono arrivate alle 21,41 del 12 novembre, dopo il sì definitivo della Camera al ddl di stabilità, ultimo atto parlamentare del suo quarto governo. Il giorno successivo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avviato le consultazioni per la formazione del nuovo governo.
Le dimissioni di Berlusconi erano già state annunciate l’8 novembre da una nota di Giorgio Napolitano, dopo che alla Camera il voto sul rendiconto di bilancio aveva certificato la fine della maggioranza.







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