Centosessantasei euro. Tanto, secondo Federconsumatori, hanno speso gli italiani per le feste natalizie, quattro miliardi in totale. L’Osservatorio nazionale federconsumatori ha elaborato i dati sui consumi nelle festività natalizie, ricevuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia. Ecco i primi risultati.
CRISI PER ELETTRODOMESTICI E MOBILI. A soffrire di più è stato il settore domestico dove la spesa per l'acquisto di mobili, di arredamento e di elettrodomestici ha subito un -24%. Seguono, a -18% le calzature e l'abbigliamento. Anche le spese per profumi e dintorni hanno fatto registrare una flessione, sono infatti a -7%.
E c'è da pensare che qualche bambino abbia pianto calde lacrime non vedendosi recapitare i giocattoli chiesti a Babbo Natale nella letterina. Anche questo settore, infatti, ha registrato una flessione del 3%.
IN LINEA LIBRI E CD. Qualcuno ha rinunciato ai viaggi, il turismo è a -8%. Mentre per quanto riguarda libri e musica è stato registrato un pareggio rispetto agli anni scorsi (soprattutto, ha fatto sapere Federconsumatori, grazie alle vendita degli smartphone e alle promozioni). Lieve flessione anche per l'alimentazione che ha registrato un - 1,5%.
MENO CAVIALE E PIÙ PIZZA. In fatto di mangiare a prevalere è stato il made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e, ha sottolineato la Coldiretti, più bollito e pizze rustiche. Dal Natale 2011 è uscita rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si è espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato: un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, è fortemente radicato nella popolazione.
CON LA CRISI IL RITORNO ALLA TRADIZIONE. La maggioranza delle tavole sono state infatti imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata, ha concluso la Coldiretti, in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova.
Nonostante a Natale si siano spesi 48 euro in meno a testa, la previsione per i saldi invernali è di un flop, con un calo delle vendite dal 30 al 40%. Lo ha affermato il Codacons, secondi il quale sono state confermate le stime negative sul fronte dei consumi natalizi. «Ogni cittadino» ha spiegato in un comunicato l'associazione «ha effettuato tagli nei vari settori relativi al Natale, dai regali agli addobbi per la casa, con la conseguenza che rispetto agli anni passati, ogni cittadino ha speso mediamente 48 euro in meno».
Cristina Bordoni, www.lettera43.it







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