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Tutti gli aumenti del 2012

altCasa, auto, salute, cibo, vestiario, trasporti: da qualunque aspetto la si voglia considerare, la vita quotidiana della famiglia italiana nel 2012 dovrà fare i conti con un aumento delle spese. Anche dal lato delle entrate verranno restrizioni: più tasse, pensioni congelate, perdita del posto di lavoro.

È l'effetto valanga come si dice, in parte dovuto alle varie manovre governative, a cominciare da quella estiva del governo Berlusconi, e in parte dovuto alla crisi economica. Federconsumatori e Adusbef prevedono che i primi effetti si sentiranno presto: debiti, mutui e rate varie - dicono - assorbiranno l'80% delle tredicesime.

L'impennata delle bollette

Per ora si tratta di stime, ma se arriverà la conferma a fine mese nell'aggiornamento tariffario dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas per il primo trimestre 2012, gli italiani si troveranno di fronte al quinto aumento trimestrale consecutivo per il gas e al terzo rincaro delle bollette elettriche in un anno, che sarà pari rispettivamente al 2,7% e al 4,8%. Gli aumenti sono legati ai livelli record raggiunti dal petrolio nei mesi scorsi (110 dollari al barile) e ad altre componenti tariffarie oltre che ai costi di trasporto. Secondo i calcoli di Nomisma Energia una famiglia tipo, con consumi di 2.400 chilowattora di elettricità e di 1.400 metri cubi di gas l'anno, nel 2012 pagherà 53 euro in più.

L'impennata dei carburanti
Il decreto «salva Italia» ha aumentato le accise sui carburanti, misura attuata a partire dal giorno successivo alla data di entrata in vigore della manovra. La benzina è salita a 704,20 euro per mille litri, il gasolio 593,20 euro per mille litri. L'effetto complessivo di accise e Iva ha portato a un aumento di 8,2 centesimi al litro della benzina e di 11,2 centesimi del gasolio. Ma questi incrementi si aggiungono ai precedenti di giugno e luglio e alle misure straordinarie per il maltempo in Toscana. Il Codacons ha calcolato che per un'auto di media cilindrata (pieno due volte al mese) l'aumento sarà in tutto di 239 euro in caso di diesel e di 219 euro per la benzina.

La tassa sul risparmio
L'anno che arriva porta anche una nuova tassazione dei prodotti e degli strumenti finanziari, cioè di fondi, polizze, titoli di Stato, azioni, buoni postali: nel 2012 sarà pari all'1 per mille, con un limite minimo di 34,2 euro e uno massimo di 1.200. Dunque un risparmiatore che ha da parte 10 mila euro, ad esempio in titoli di Stato, pagherà 34,20 euro (il bollo minimo), mentre se la cifra è di 50 mila euro la patrimoniale sarà pari a 50 euro. L'imposta salirà all'1,5 per mille dal 2013.

L'imposta sui consumi
Nella manovra estiva l'Iva è stata portata al 21%. Ora il governo Monti ha annunciato un ulteriore possibile incremento di due punti percentuali sulle aliquote al 21 e al 10% a partire da ottobre del prossimo anno. L'aumento dell'imposta sui consumi non si applicherà solo nel caso in cui, entro settembre 2012, sia diventato legge il processo di riduzione delle agevolazioni fiscali e assistenziali previsto dalla delega fiscale di Silvio Berlusconi. Nel frattempo le associazioni dei consumatori hanno già calcolato le possibili ricadute sul bilancio familiare. Secondo il Codacons l'effetto diretto (senza arrotondamento in eccesso dei prezzi) sarà pari a 418 euro per un nucleo familiare costituito da tre persone, mentre di 558 se si sale a quattro componenti.

La corsa dell'inflazione
L'effetto più evidente delle diverse manovre (in particolare dell'aumento delle accise e dell'Iva) lo si vede nell'andamento dell'inflazione, che a novembre si è attestata sul 3,3%. Il Codacons ha stimato che l'incremento del costo della vita su base annua con un'inflazione a questi livelli sarà di circa 1.130 euro per una famiglia di tre persone e di circa 1.225 se si sale a quattro. Federconsumatori ha calcolato che il peso complessivo della manovra Monti peserà in media a famiglia 1.129 euro, a cui andranno aggiunti 2.031 euro delle manovre del governo Berlusconi, per un totale di 3.160 euro.

Il costo della salute
Ci sono effetti che non si possono calcolare perché cambiano da Regione a Regione ma che comunque andranno considerati. Si tratta delle spese sanitarie. Per fare un esempio: una Tac al torace in Emilia Romagna costerà 36,15 euro a un cittadino con un reddito di 30 mila euro, ma 41,15 euro se il reddito è di 50 mila; lo stesso esame in Lombardia costerà 66 euro. Le due Regioni applicano con due criteri diversi i nuovi ticket imposti dalla manovra di Tremonti: in Emilia Romagna il ticket è differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo familiare fiscale, in Lombardia è proporzionale al valore della prestazione.


 
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