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Tasse in più: ci si mette pure il federalismo

La vita quotidiana della famiglia italiana nel 2012 dovrà fare i conti con un aumento delle spese. Ma anche con una sensibile riduzione delle entrate: più tasse, pensioni congelate, perdita del posto di lavoro. Federconsumatori e Adusbef hanno calcolato la ricaduta sui bilanci delle famiglie. Una delle prime batoste arriva dalle tasse federali. Vediamo come cambierà la nostra busta paga e nell'assegno di pensione con l'addizionale regionale Irpef.

Il decreto «salva Italia» non ha aumentato l’Irpef, ma ha ritoccato le aliquote delle addizionali regionali dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Una misura che è destinata a gravare in modo differente da Regione a Regione: se infatti l'aliquota dell'addizionale con il decreto Monti passa dallo 0,9% all'1,23% (+0,33%), determinando un maggior gettito di 2.085 milioni di euro, questo aggravio va a sommarsi alle aliquote preesistenti, che in alcuni casi erano già al massimo livello.
In particolare alla maggiorazione all’1,23 per cento vanno aggiunte quelle decise dalle singole Regioni che possono sommarvi al massimo uno 0,50 per cento. Se poi si tratta di Regioni che presentano un deficit sanitario, queste possono aggiungere un ulteriore 0,30 per cento. È quanto avverrà in Calabria, Campania e Molise dove il budget della sanità è stato sforato.
In queste Regioni l’aliquota complessiva sarà pari al 2,03 per cento, il che vuol dire per un cittadino della Campania con un reddito imponibile di 30 mila euro sborsare l’anno prossimo 609 euro complessivi, una rata mensile (su undici) di 55 euro, a fronte di un cittadino lombardo, con lo stesso reddito, che invece dovrà preventivare di pagare al fisco 427 euro, con una rata mensile di 39 euro. Oppure di un veneto che pagherà ancora di meno: 369 euro annui.
Possiamo fare lo stesso ragionamento aumentando l’imponibile (il reddito che viene assoggettato all’imposta) e portandolo a 50 mila euro. Ebbene, un cittadino calabrese o molisano dovrà mettere da parte per il fisco qualcosa come 1.015 euro, vale a dire 92 euro mensili, mentre un cittadino del Lazio farà fronte a un balzello di 865 euro (79 euro al mese) come un abruzzese, mentre un sardo se la caverà con 615 euro (56 al mese).
In media in Italia il maggiore esborso complessivo sarà di 62 euro in più, se si parte da un reddito imponibile medio di 18.900 euro. Se si parte invece da un imponibile di 30 mila euro, si pagheranno 99 euro in più. Infine se la base di partenza sono 50 mila euro, il balzello aumenterà di 165 euro.

Ma quando si comincerà a pagare la nuova addizionale Irpef regionale, visto che il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale nemmeno un mese fa? Non c’è una data unica. Per i pubblici dipendenti, l’addizionale che per tutti è retroattiva, cioè riferita al 2011, sarà calcolata nella busta paga di febbraio. Calcolata ma non trattenuta: l’esborso avverrà in nove rate a partire da marzo e fino a novembre.
Nelle aziende private invece il conguaglio viene fatto tra dicembre e febbraio e, a seconda di quando cadrà, si inizierà a pagare. Così, nelle aziende che calcoleranno l’importo dell’addizionale a dicembre, la prima trattenuta verrà operata a gennaio e le rate saranno undici, fino a novembre, con l’ultimo versamento il 16 dicembre. Naturalmente se il conguaglio verrà operato a gennaio, si inizierà a pagare a febbraio e le rate saranno dieci. Infine se il conguaglio sarà fatto a febbraio, si pagherà tra marzo e novembre.
Quanto ai lavoratori autonomi, i primi esborsi verranno fatti a giugno. Insomma la tredicesima è salva, ma le trattenute sono solo rimandate.


 
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