Di nuovo a piazza del Popolo le donne di «Se non ora quando?» come il 13 febbraio, quando organizzarono manifestazioni in tutte le città per chiedere la difesa della propria dignità e le dimissioni dell'allora premier Berlusconi. Oggi l'obiettivo si sposta sui temi legati alla crisi economica e alla manovra appena varata dal governo Monti.
La manifestazione è iniziata alle 14 in piazza del Popolo. Sul palco Lunetta Savino, Emma, Erica Mou, l'Orchestra Europa Musica, Paola Turci e Marina Rei. Ai momenti di musica si sono alternati quelli di riflessione, con interventi sui temi del welfare, del lavoro, della rappresentazione delle donne nei media e della rappresentanza politica femminile. Sono state ricordate le operaie morte a Barletta nel mese scorso. Nel resto d'Italia i comitati locali hanno organizzato incontri sugli stessi temi.
Migliaia le manifestanti e i manifestanti accorsi in piazza del Popolo, a distanza di circa dieci mesi, con l'obiettivo di riportare le donne al centro del dibattito politico italiano. Stavolta infatti la manifestazione si chiama «Se non le donne chi?». «Senza di loro infatti - sostiene il Comitato - non c'è crescita, perché l'uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne e per questo è necessaria una democrazia paritaria. A questo governo diremo che non si può chiedere alle donne di lavorare più anni senza dare loro nulla». E proprio su questi temi il movimento lancia dal palco un appello al Governo: rivedere la manovra finanziaria alla luce del fatto che «il pil aumenta quando le donne lavorano».
Per il segretario della Cgil Susanna Camusso «servono grandi provvedimenti per il rilancio del lavoro alle donne. Questa è una piazza che contrasta le scelte che penalizzano e discriminano, a partire dalle pensioni».
«Quando una donna fa politica cambia la donna, quando tante donne fanno politica, cambia la politica. Noi vogliamo riprenderci la politica». Con queste parole scandite ad alta voce dal palco allestito in piazza del Popolo si è aperta la manifestazione. «L'Italia può salvarsi solo se si mettono al centro le donne - spiega una delle organizzatrici dal palco -. Diciamo a questo nuovo governo che non si può chiedere alle donne di lavorare di più senza dare indietro nulla. Noi non facciamo sconti a nessuno nè al governo precedente, nè a questo governo». «Se non ora chi?», è il titolo di questa nuova edizione, scandita dalle rivendicazioni e dalla musica. «Ci siamo incontrate per la prima volta lo scorso 13 febbraio - spiega Anna, una manifestante romana -, da allora non ci siamo più perse di vista. Il comitato è cresciuto e si è strutturato in tutta Italia, perchè l'Italia ha bisogno di noi».







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