Non un «maxi-emendamento» come nell'era Berlusconi, ma un «mini-emendamento» (stile Monti) che recepisca però alcune modifiche importanti dal punto di vista sociale e che rendano un po' più digeribile la manovra. La proclamazione dello sciopero generale accelera il lavoro in commissione Bilancio. Nel video a lato Susanna Camusso spiega le proposte della Cgil.
Così spiega l’iter Pier Paolo Baretta, relatore del testo in commissione Bilancio insieme a Maurizio Leo (Pdl). Sono tre i punti su cui si riscontra una convergenza tra le forze politiche. Oltre all’indicizzazione totale delle pensioni fino a 1.400 euro, l’innalzamento dell’attuale soglia di 20.000 euro per l’Ici sulla prima casa; e un ritocco ai disincentivi per i pensionamenti anticipati di chi ha già raggiunto i 42 anni di anzianità. Queste le priorità, a cui si aggiungono altre richieste. Per esempio la revisione dello «scalone» della riforma Fornero che colpisce due generazioni di lavoratori, quelli nati nel 1951 e 1952 che dovranno rinviare il pensionamento di cinque anni: la commissione Lavoro si è espressa unitariamente contro questo sistema. Un altro capitolo che il Parlamento sta valutando è quello dei lavori usuranti. Si chiede di conservare la possibilità di anticipo fino a tre anni dei requisiti di accesso al pensionamento rispetto all’attuale sistema delle «quote». Prevedere un aggiornamento della normativa sui lavori particolarmente faticosi e pesanti ampliando la platea dei potenziali beneficiari.
Insomma, sulla previdenza si addensano le maggiori richieste di modifica. Ogni proposta, però, fa capire il governo, deve avere una alternativa di copertura finanziaria. E allora le ipotesi allo studio vanno dall’aumento dell’aliquota sui capitali scudati, per un valore che va dal 2 al 5%, all’avvio di una vera gara per le frequenze Tv, che potrebbe «valere» 4-5 miliardi. Quanto all’Ici, prende quota una proposta avanzata dalle Acli e dal mondo cattolico, che a gettito invariato prevede una diversa gradualità dell’imposta basata sul numero di familiari a carico e sul reddito, per venire incontro alle fasce più deboli della popolazione. In alternativa si punterebbe ad alzare la soglia di esenzione per le prime case, fissata in 200 euro. Queste le voci più «gettonate». Ma non mancano altre proposte. Per il Pdl, ovviamente, l’asta delle frequenze resta un tabù inviolabile. Tutto si può toccare tranne gli affari di Berlusconi. In alternativa alle aste Tv si propone di identificare le pensioni d’oro (per esempio gli assegni venti volte le minime) e sottrarre la parte eccedente o una sua percentuale come «contributo di solidarietà». Il Pdl chiede anche di intervenire sulle baby pensioni con un prelievo straordinario.
Non è detto tuttavia che si trovi la quadra in poche ore. «Se il governo insiste, ci saranno certamente degli emendamenti. Noi valuteremo la manovra nel suo complesso: per esempio è impensabile che si intervenga sulle pensioni - spiega Baretta - e non si intervenga invece sui grandi patrimoni. Sarebbe insostenibile dal punto di vista dell’equità sociale».







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